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LA CRISI IDRICA

La siccità non farà mancare l’acqua in casa

Il direttore Acquevenete Manto: “I nostri sistemi sono già interconnessi, ma il futuro passa dal Savec veneto”

La siccità non farà mancare l’acqua in casa

Il direttore Manto: “I nostri sistemi sono già interconnessi, ma il futuro passa dal Savec veneto”

Il livello dell’acqua dei nostri fiumi preoccupa anche il gestore idrico. D’altronde l’acqua che scende dai rubinetti delle nostre case viene proprio da lì, dai fiumi Adige e Po, attualmente ai minimi storici a causa della scarsità delle precipitazioni. E la siccità che ha colpito il Polesine, qualora dovesse persistere, potrebbe comportare delle problematiche, per evitare le quali Acquevenete ha già predisposto tutte le misure del caso. Come ci spiega il direttore del gestore del servizio idrico, Monica Manto che, ammette, “è in preallarme”.

Direttore, la siccità che colpisce i nostri fiumi spaventa anche voi?

“C’è una certa preoccupazione, soprattutto relativamente alla condizione dell’Adige e in considerazione del fatto che anche nelle prossime settimane le precipitazioni nel nostro territorio continueranno ad essere scarse. Inoltre in area montana non ci sono manti nevosi consistenti di cui aspettare lo scioglimento che possano contribuire ad alimentare il sistema idrografico in tempi di siccità. A questo si aggiunge la problematica del livello delle falde, che in tutta l’area veneta tendono verso i minimi storici. Oggi siamo in uno stato di preallarme. Il rialzo termico previsto e l’avvio della stagione irrigua potrebbero causare delle situazioni di inadeguatezza del sistema, anche ai fini idropotabili, soprattutto per l’Adige”.

Soluzioni per trovare diversi approvvigionamenti sono allo studio?

“Il bacino servito da Acquevenete è costituito da sistemi acquedottistici che, nella maggior parte dei casi, hanno un grado di interconnessione tra di loro. In alcuni casi le interconnessioni sono già sufficienti per fornire una completa sostituzione della fonte in caso di crisi, in altri casi solo parzialmente. Vi sono infine situazioni isolate per le quali non esistono interconnessioni con più fonti. Per questi casi, a breve termine, eventuali situazioni di criticità dovranno essere gestite con interventi puntuali e dedicati”.

Ci sono anche progetti a lungo termine?

“Uno dei nostri obiettivi è garantire ridondanza delle fonti per ciascuno dei sistemi idrici. A questo obiettivo è orientato lo sviluppo del Savec, una delle principali strutture acquedottistiche regionali, che già oggi ci ha consentito di connettere l’area del Basso Polesine con le falde pedemontane e che in futuro verrà potenziato, con la costruzione di ulteriori dorsali acquedottistiche, per raggiungere tutti i sistemi idrici del Delta del Po. Un altro esempio di ridondanza dei sistemi idrici è costituito dalla dorsale idropotabile della Val Liona, che consentirà di interconnettere alcuni punti di produzione dei Colli Berici con altre fonti del territorio”.

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