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ORRORE SUL PO

E' di una 25enne il corpo senza testa

Primi responsi dall’autopsia sull’età della giovane uccisa e decapitata. Un delitto recente

E' di una 25enne il corpo senza testa

Primi responsi dall’autopsia sull’età della giovane uccisa e decapitata. Un delitto recente

Una vita troncata troppo presto e in maniera tremenda. Prima l’omicidio, non si sa ancora commesso come, quindi la decapitazione, infine la chiusura del tronco del corpo in un borsone, finito nel Po.

Le certezze finiscono proprio qui. Perché una delle domande sulle quali gli investigatori stanno cercando di gettare luce riguarda proprio l’atto di lanciare quel borsone nel Po. Dove è accaduto? Lontano dalla zona del ritrovamento, ossia il tratto di fiume all’altezza del Parco della Rotta, a Santa Maria Maddalena? O magari proprio lì, dove è stato ritrovato, quando la siccità ha fatto venire alla luce il borsone, incastrato in una sorta di barriera naturale di pietre affioranti? E, legata a queste, un’altra domanda cruciale: quanta strada può fare un borsone, intriso d’acqua, con un tronco umano all’interno, in questo momento di eccezionale siccità? Poca, verrebbe da dire. A maggior ragione se l’orrendo fardello è stato lanciato dalla riva, piuttosto che da un ponte o da una imbarcazione posta al centro del fiume.

Sia come sia, c’è una eventualità che non può essere trascurata: ossia che l’omicidio possa essere avvenuto in Polesine. L’autopsia, cominciata nella giornata di martedì, ha intanto fornito alcune certezze: non molte, ma sufficienti a fare pulizia delle ipotesi maggiormente roboanti e mediatiche circolate in questi giorni su possibili identificazioni del corpo, poi puntualmente smentite.

Si tratta di una giovane donna - età compresa tra i 25 e i 30 anni - caucasica, morta al massimo da due settimane. Non molto, per carità, ma neppure pochissimo.

Al momento, in Polesine non esistono casi di omicidi con cadaveri non ritrovati o di persone scomparse che siano compatibili con questo. Non esistono, perlomeno, casi noti. Una precisazione importante, dal momento che - anche questa è una eventualità sulla quale si sta lavorando - nulla esclude che possa essere stato commesso un delitto ancora da scoprire.

La Procura ha aperto un fascicolo contro ignoti, per omicidio volontario. Benché, come detto, la causa della morte della giovane senza nome ancora non sia chiara. La risposta potrebbe essere da ricercare nella mancanza della testa, dal cadavere.

Un impulso importante potrebbe arrivare dall’esame del Dna e dalla sua comparazione con tutti quelli censiti nelle banche dati delle forze dell’ordine. Appunto, censiti: perché è tranquillamente possibile che la vittima possa essere una persona che mai ha avuto a che fare con la giustizia, che magari neppure si sa si trovasse nel nostro Paese. Le incognite, come detto, sono molte. E ogni fuga in avanti è un grosso rischio, basato sul nulla.

Resta sospeso sulla vicenda, ovviamente, un grosso sospetto. Un sospetto tremendo: che in Polesine possa essere stato commesso uno dei delitti più atroci ed efferati che si ricordino, nel nostro territorio. Un delitto, però, da scoprire.

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