you reporter

L'iniziativa editoriale

Daniele Toffoli, una vita fatta di sfide e successi

Da sabato 21 maggio in tutte le edicole il libro dello sportivo rodigino: “Sempre in traiettoria”.

Daniele Toffoli, una vita fatta di sfide e successi

Daniele Toffoli intervistato dal direttore della Voce Pier Francesco Bellini.

14/05/2022 - 14:13

C’è una traiettoria nella vita di ognuno di noi. Che lo si sappia o meno. Una traiettoria, come quella che – quasi per gioco, come spiega nel suo libro – Daniele Toffoli cerca di tenere pedalando più tempo possibile tenendo le ruote sulla riga bianca al bordo della strada. La traiettoria è quella che si cerca per trovare la strada più breve, quando guidi un’auto da corsa, quando pedali, quando corri... A questa traiettoria continua che è la vita, Daniele Toffoli ha “regalato” un libro. Un libro che è autobiografico, certo. Ma anche un libro che è a suo modo didascalico, quasi pedagogico.

Ma chi è Daniele Toffoli? I rodigini, ma non solo, lo conoscono da sempre. Perché lui, rodigino doc, ha in piazza Vittorio Emanuele il suo regno. Ma sarebbe meglio dire il suo punto di partenza per una vita che a raccontarla non basta di certo un libro. Imprenditore nel settore dell’ottica, una vita nel solco tracciato fin da giovane con la volontà di preservare e ampliare l’attività di famiglia. Da lì è partito. E lì ancora oggi lo si può ritrovare mentre scende dai suoi uffici e saluta un cliente o manda un input ai suoi dipendenti.

Poi c’è il resto. Perché sì, partendo da piazza Vittorio Emanuele si può anche sfidare il mondo. Ma non per vincere. O non solo per vincere. Perché a volte essere competitivi è uno stato dell’animo, come racconta lui stesso. Ha gareggiato la prima volta a 12 anni in una gara di corsa sugli 80 metri; ha disputato l’ultima gara, l’Ironman di Marrakech, in staffetta con la figlia e il genero quando di anni ne aveva già 72. E per chi non lo sapesse l’Ironman è qualcosa che va oltre l’immaginazione: è disciplina, è sforzo fisico al limite della sopportazione, è sport allo stato puro.

Nel mezzo, automobilismo e rugby (come poteva mancare il rugby…), vela e deltaplano, triathlon e mountain bike, podismo e sci di fondo in una continua ricerca di nuove sfide, di nuove esperienze, di emozioni inseguite con quel perfezionismo quasi maniacale (come si legge nella bella introduzione di Walter Polla) che è il suo carattere distintivo. “Io no mi sono mai sentito un campione”, scrive Toffoli nelle prima pagine del suo libro. Perché per essere campioni nello sport non occorre solo vincere (e lui ha vinto tanto, e in vari sport) ma prima di tutto mettersi alla prova, ricercare sfide ed emozioni, che valgono forse più delle medaglie. Ed ecco il libro, “Sempre in traiettoria”. Un titolo che “rappresenta l’abitudine che ho preso nelle gare, soprattutto nelle corse in auto. Faccio la miglior traiettoria a piedi, in bici, in moto, a nuoto o con qualsiasi altro mezzo… Taglio sempre le curve. All’inizio, quando provavo le salite, di notte, guidavo così…”. E anche questa – magari forzando un po’ – è una metafora della vita.

Nel libro ovviamente i riferimenti sono autobiografici. Perché di questo, in fondo, si tratta. C’è la storia di famiglia, il padre “coppiano”; lo zio pilota che fece la Transvolata atlantica con Italo Balbo; un altro zio appassionato di meccanica che lo mise alla guida ancora ragazzino e gli insegnò a nuotare buttandolo di peso nel porto di Cesenatico con una corda legata alla vita c’è la vita a Rovigo e ci sono le estati a Calalzo; e di questo passo si potrebbe continuare. Con un back ground così, la passione per le sfide era quasi nel Dna. Fin dalla prima gara, neopatentato, in una gimkana alla guida di una 500 trasformata. “A 20 anni non riuscivo più a contenere il mio corpo, volevo correre, volevo correre veloce…”, racconta. E cercava nuove sfide. E per un rodigino quale sfida se non il rugby.

Una passione alla quale affiancare, senza soluzione di continuità, i rally, una scarica di adrenalina dietro altra. E auto sempre più potenti, le corse in pista, e nuovi orizzonti: la vela, i catamarani. Il surf, la bici da corsa… E le auto a livelli sempre più importanti, fino ai campionati Europei e al Mondiale Gt. Ma poi nuove emozione: la montagna, le corse in salita, la mountain, il deltaplano…

Con queste premesse non restavano che Triathlon e Iroman, e per non farsi mancare niente una traversata atlantica a vela ed una mitica Vasaloppet di sci di fondo, la gara più famosa al mondo dove “anche solo arrivare è una vittoria”. E il desiderio finale: una maratona, quella di New York naturalmente.

“Avevo realizzato tutti i miei sogni. Avevo corso sulle piste di mezzo mondo, avevo attraversato l’Atlantico con la sola forza del vento, avevo percorso i 42 chilometri di una maratona, avevo concluso l’Ironman, avevo portato a termine la gara di sci di fondo più lunga del mondo...Tra i 12 e i 71 anni ne ho fatte di cose nello sport, ma avrei potuto farne qualcuna in più. In ogni caso mi ritengo fortunato ad avere avuto l’opportunità di fare tante esperienze, anche così diverse tra loro, e pe questo affascinanti, riuscendo sempre a trarne soddisfazioni”.

Il suo libro, “Sempre in traiettoria” sarà in vendita a partire da sabato 21 maggio in tutte le edicole del Polesine, di Cavarzere e Chioggia al prezzo di copertina di 6,50 euro (più il costo del quotidiano). Fidatevi. Merita.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

LE ALTRE NOTIZIE:



GLI SPECIALI

Natale con i nostri TESORI
Polesine i nostri primi 70 anni

Notizie più lette

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Cambia le impostazioni sulla privacy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl