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ROVIGO

"Affrontiamo ricercati e pregiudicati e siamo disarmati"

La paradossale e unica situazione della polizia locale

Ci faranno due milioni di multe

Controlli costanti anche nel weekend per il personale della polizia locale di Rovigo

"Non sono passate inosservate le quattro pattuglie della Polizia Locale e le due della Polizia di Stato, chiamate ad ulteriore supporto, che ieri, per oltre 2 ore di intervento, sono rimaste ferme davanti ad un bar di via Falcone e Borsellino a Rovigo, 'in compagnia' di un noto pregiudicato. Intervento straordinario? No, tutto sommato ordinaria amministrazione per il personale della Polizia Locale (che per la cronaca è stato il primo ad intervenire), come per quello delle altre forze dell’ordine presenti sul territorio, con le quali condivide i medesimi pericoli della strada, a disparità di condizioni di sicurezza e di trattamento economico e previdenziale".

E' il coordinatore provinciale Sulpl Rovigo Mirco Gennari a segnalare, ancora una volta, la situazione della polizia locale, l'unica forza dell'ordine che lavora su strada e fa controllo del territorio completamente disarmata.

"Tutto questo - prosegue - mentre il Sindaco Gaffeo si riuniva con i soli sindacati confederali, i quali, stando alle fonti di stampa, immaginiamo con sua somma gioia, decretavano che dell’armamento del Corpo 'se ne potrà parlare solo dopo il potenziamento dell’organico', modo elegante per togliere il primo cittadino dall’impasse di fare i conti con l’argomento e rimandare alle calende greche l’adozione dei più elementari strumenti di autotutela, tra cui il taser, diffuso in tutto il mondo per via della sua non letalità e dell’effetto deterrente, ora in via di diffusione anche tra le Polizie Locali, e che la normativa inquadra al pari di un’arma da fuoco".

"Saremo noi quelli strani, o sarà che abbiamo a cuore la sicurezza tanto dei cittadini quanto dei colleghi, ma ci risulta difficile trovare il nesso logico (invece che ideologico, come fanno altri) tra il potenziamento dell’organico e il suo diritto a difendere se stesso e il dovere di difendere la cittadinanza, in caso di necessità. Evidentemente, per qualcuno, dobbiamo continuare a sperare nella buona sorte, come fatto finora".

"Ma se soggetti sindacali abituati a rappresentare le istanze del personale amministrativo, più che quello in divisa, si arrogano il diritto di parlare in questo modo, incuranti della sicurezza di chi opera su strada, è perché, ci permettiamo di dire, non conoscono il lavoro della Polizia Locale, come spesso non lo conosce la cittadinanza".

"Non a caso, uno dei primari obiettivi di questo sindacato, infatti, è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica in merito al lavoro della Polizia Locale, ormai lontano dall’anacronistico stereotipo del vigile urbano alla Alberto Sordi. Pochi sanno, in effetti, cosa fa realmente, e tra i pochi spesso sono assenti amministratori e sindacalisti. Lo si deduce, oltre che da certe dichiarazioni, anche leggendo i commenti nei confronti della Polizia locale di qualche sprezzante leone da tastiera, che poi solitamente si trasforma in un più mansueto gattino da cortile, appena la stessa Polizia Locale lo convoca in ufficio per denunciarlo".

"Pochi sanno, ad esempio, che una tra le più importanti operazioni contro la mafia nigeriana in Italia è stata portata avanti, con successo, dalla Polizia Locale di Torino, piuttosto che delle brillanti operazioni antidroga della Polizia Locale di Rimini, che dall’inizio dell’anno ha fatto una ventina di arresti e sequestrato oltre 50 kg di stupefacenti. Giusto per citare due esempi di città storicamente governate dal centrosinistra, come attualmente lo è Rovigo".

"Ma anche senza oltrepassare i confini cittadini, e nonostante le note carenze strutturali del Corpo, non mancano gli interventi degni di nota della nostra Polizia Locale, tra cui anche il recente arresto di un ricercato, scovato grazie alla particolare competenza in tema di falsi documentali di un appartenente al Corpo, esperto di rango internazionale, chiamato anche all’estero oltre che all’università in qualità di formatore".

"Appartenendo al Sulpl, prima di tutto, indossiamo una divisa e siamo operatori della Polizia Locale, perciò, a differenza di altri, ben sappiamo il lavoro che facciamo. Forti di questo, come la goccia che scava la roccia, continueremo a dar battaglia finché sarà necessario per ottenere idonee condizioni di lavoro per la Categoria".

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Commenti all'articolo

  • diduve

    18 Maggio 2022 - 20:48

    I vigili facciano i vigili. La polizia la polizia

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