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IL CASO

Non trova lavoratori, assume profughe ucraine

Accade a Fossalta di Piave

Arrivati i primi 13 profughi ucraini

Non trovava lavoratrici per le sue lavanderie, in nessuna maniera. E così, alla fine, l'imprenditore veneto, di Fossalta di Piave, comune della città metropolitana di Venezia, ha risolto assumendo dieci profughe ucraine arrivate dalle zone di guerra. Contemporaneamente, ha anche garantito loro alloggio e sistemazione. Le donne hanno dai 20 ai 60 anni circa e sono fuggite da zone che sono interessate direttamente dal conflitto in atto tra Ucraina e Russia.

Sono passate da un campo profughi che è stato allestito in Polonia. A fare da "intermediaria", consentendo all'imprenditore di individuare le figure delle quali aveva bisogno, è stata una agenzia polacca, che a sua volta ha collaborato con una azienda di Verona. Tutto, evidentemente, ha funzionato nel migliore dei modi. Sono arrivate giovedì scorso, ieri si sono sottoposte alle visite mediche, in attesa di prendere servizio: sei nello stabilimento di Fossalta, quattro in quello di Eraclea.

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