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SOS STAGIONALI

"Lavoro, i giovani vengono al colloquio con mamma e papà"

Ferdinando Ferro: “Il lockdown ha amplificato la voglia di divertimento e ha spento quella di lavoro stagionale”

"Lavoro, i giovani vengono al colloquio con mamma e papà"

Ferdinando Ferro, vicepresidente del Consorzio operatori balneari di Rosolina

“Il lockdown ha amplificato la voglia di divertimento e ha spento quella di lavoro stagionale”

“Costretti a ridurre i turni perché non troviamo lavoratori. Il lockdown ha insinuato nella testa dei ragazzi il diritto alla vita, al divertimento e ora non vogliono più fare sforzi”. È l'analisi di Ferdinando Ferro, vicepresidente del Consorzio operatori balneari di Rosolina.

Carenza di stagionali, è un problema che vivono anche i balneari di Rosolina Mare?

“Certamente, anzi le dirò che é un problema soprattutto per noi. Perché l'attività balneare è per eccellenza quella degli stagionali. E quindi siamo in grossissima difficoltá”.

Quanto può pesare sulla stagione estiva?

"Può pesare tanto. Qualcuno di noi sta pensando di non fare più certe attività, e molti hanno scelto di organizzarsi su due turni di lavoro invece di tre. E questo é un problema per noi, ma anche per i turisti perché cala la durata del servizio offerto e la qualità. Oggi, con questa penuria di lavoratori ‘arruoliamo’ qualunque persona arrivi a chiedere di lavorare. E spesso sono persone senza esperienza e senza qualifica. I servizi in questione sono il servizio spiaggia, i chioschi in spiaggia, l’apertura dei bar, il servizio bagnini. La riduzione dei turni è un grosso disagio anche per noi, perché solitamente questo lavoro prevede di concentrare il più possibile in pochissimi mesi di attività. E ridurre i turni, quindi, ci danneggia”.

Perché secondo lei i giovani non voglio più fare gli stagionali?

“Diciamo che ci sono più motivazioni che concorrono. Il primo, a mio dire, è che dopo la pandemia ci siamo disabituati al sacrificio di andare a lavorare rinunciando alle uscite serali o a qualche momento di svago. Il lokdown ha insinuato nella testa dei giovani il diritto alla vita, al divertimento. E i sacrifici non si fanno più. Ma c’è anche una grossa responsabilità delle famiglie: vediamo tutti i giorni genitori che accompagnano i figli al colloquio e pretendono loro per primi che il figlio si possa godere la vita e non debba lavorare tutto il giorno o nel weekend”.

Il reddito di cittadinanza ha influito?

“Sicuramente non è stato un vantaggio per le attività stagionali perché è una facile alternativa. Non fai niente e porti a casa senza fatica mezzo stipendio e poi il resto lo guadagni in nero”.

Quali soluzioni per tamponare il problema ora e quali soluzioni per attirare ancora gli stagionali in futuro?

“Oggi per domani non vedo tante soluzione, magari allargare il raggio di ricerca, adesso arrivano stagionali da 200 chilometri di distanza, noi diamo alloggio affrontando dunque qualche sforzo economico a carico nostro. Per il futuro? Il grosso compito che abbiamo sia noi che le istituzioni è quello di rivalorizzare il lavoro stagionale, che é stato negli ultimi anni relegato a ultima possibilità. Dobbiamo offrire corsi e formazione per dare professionalità al lavoro e attrarre giovani con qualcosa che dia loro orgoglio. Perché ora come ora chi lo fa non ne va così fiero”.

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Commenti all'articolo

  • frank1

    02 Giugno 2022 - 12:06

    a colloquio con i genitori? certo..sono gli stessi che magari vanno dagli insegnati a dire che il loro pargolo è il migliore..e non merita voti bassi...tantto meno note tutto ovviamente da dimostrare

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  • diduve

    02 Giugno 2022 - 07:48

    Assumete cinquantenni che hanno piu' voglia di lavorare dei giovani.

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