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LA GRANDE SICCITA'

"Bisogna razionare da subito l'acqua"

Legambiente: “Colpire chi preleva abusivamente”. Ma nel fiume l’inquinamento è diminuito (cartaccia a parte)

"Bisogna razionare da subito l'acqua"

Una immagine emblematica: quel che resta del grande fiume

“Colpire chi preleva abusivamente”. Ma nel fiume l’inquinamento è diminuito (cartaccia a parte)

Anche l’Adige boccheggia. E Legambiente lancia l’allarme: per l’associazione ambientalista servono “subito decisioni drastiche e straordinarie per arginare i prelievi d’acqua superflui e incontrollati”.

“Operazione fiumi-Esplorare per custodire” , la campagna itinerante di Legambiente Veneto realizzata in collaborazione con Arpav per sensibilizzare ed informare i cittadini sullo stato di salute dei corsi d’acqua, ha fatto tappa a Zevio, nel tratto veronese dell’Adige.

Una giornata di volontariato ambientale e partecipazione attiva promossa dai circoli locali di Legambiente, che ha visto il coinvolgimento di una trentina di volontari in attività di pulizia e monitoraggio river litter.

Il lavoro dei volontari di Legambiente contribuirà, oltre alla mera raccolta del rifiuto, alla messa a sistema di dati puntuali e localizzati, utili a rendere maggiormente efficace l’azione di sensibilizzazione sul problema oltre che ad individuare le principali fonti di pressione.

L’indagine ha evidenziato la presenza di plastica, bottiglie di vetro, metallo, indumenti ed una elevata presenza di carta riconducibile alla campagna elettorale da poco conclusa. Materiali che la corrente del fiume porterà verso il mare, e quindi attraverso tutto il Polesine.

Al termine della mattinata sono stati presentati i risultati dei campioni raccolti dai volontari durante di mese di maggio e analizzati dai laboratori Arpa Veneto. I parametri osservati dalla campagna di Legambiente di quest’anno, oltre al famigerato batterio Escherichia coli - i batteri fecali che permettono di verificare lo stato di depurazione delle acque - saranno ftalati e glifosate. Il glifosate è un erbicida di sintesi utilizzato da circa 40 anni in maniera massiccia in agricoltura mentre gli ftalati sono una famiglia di sostanze chimiche riconducibili alla degradazione delle plastiche. Tutti i dati verranno raccolti in un dossier conclusivo.

Per quanto riguarda la concentrazione di escherichia coli nell’Adige, dei 7 punti monitorati uno soltanto supera di poco le 1000 Mpn/100ml, quello di Bussolengo, prima dell’ingresso del fiume in città. Un valore che cala drasticamente nel tratto polesano: rilevati 62 Mpn tra Masi e badia, 52 a Rovigo, 75 tra Anguillara e San Martino e 41 a Rosolina.

Si sottolinea che per gli escherichia coli quando si supera il valore di 1000 (Mpn per 100 millilitri), si comincia a prendere in considerazione la possibilità di porre delle restrizioni per uso irriguo, e che il limite consigliato allo scarico deve essere inferiore a 5.000 (Mpn per 100 millilitri).

Secondo le analisi condotte da Arpav anche lo stato chimico del fiume è buono in tutti i corpi idrici monitorati ad eccezione di un caso, il torrente Alpone, legato a superamenti dello standard di qualità della media annua del Pfos. Tra gli inquinanti specifici è stato rilevato un superamento (nel fiume Adige) dei valori medi annui previsti dalla normativa per l’Ampa, prodotto di degradazione del glifosate.

Le condizioni generali della qualità delle acque del fiume Adige non destano dunque preoccupazioni eccessive e per Legambiente “è senz’altro una buona notizia poter contare su una buona qualità delle acque, tanto più in queste condizioni di siccità severa che sta aggredendo tutto il Veneto, con livelli dei fiumi e delle falde vicini ai minimi storici. Legambiente invita a non sottovalutare questo fenomeno e sollecita le istituzioni preposte ad affrontare con decisione la carenza d’acqua, senza procrastinare decisioni, anche drastiche, come il razionamento, lo stop ai prelievi superflui e controlli a tappeto per stanare chi preleva abusivamente da pozzi e corsi d’acqua”. Il prossimo incontro dell’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici istituito presso l’Autorità distrettuale di bacino delle Alpi orientali, previsto giovedì, sarà determinante per definire il grado di siccità raggiunto e l’associazione del cigno verde auspica che venga compreso senza tentennamenti che le condizioni delle risorse idriche non sono sufficienti a garantire gli usi idropotabili ed irrigui ed è indispensabile adottare misure straordinarie.

L’associazione ambientalista, per voce della responsabile regionale campagne Giulia Bacchiega, invita in conclusione a non abbassare la guardia: “Aver riscontrato un buono stato complessivo dell’Adige ci conforta ma allo stesso tempo ci invita a non distogliere l’attenzione, perché sono diverse le cause che possono far rapidamente peggiorare la qualità delle acque. La cattiva o insufficiente depurazione, i problemi legati alla mancata separazione tra acque reflue e acque meteoriche, la malagestione dei liquami in agricoltura o la presenza di scarichi o sversamenti illegali possono verificarsi ripetutamente se manca un’attenta conoscenza e gestione di queste potenziali criticità presenti nel territorio. La scarsità d’acqua è un pericolo ulteriore, per questo Legambiente continuerà a monitorare e segnalare ogni situazione di rischio a supporto dei cittadini e degli amministratori locali”.

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