Cerca

ROVIGO

"Eri il pompiere che ognuno voleva al proprio fianco"

I vigili del fuoco danno l'addio a Claudio Bombonato, un esempio per tutti i colleghi

Il suo casco rosso da caposquadra che lo accompagnerà per l'ultimo viaggio, il picchetto d'onore che si stringe ai familiari, l'urlo della sirene, che paiono salutarlo e dargli l'arrivederci, i petali di rosa che cadono dal cielo, dall'autoscala dei pompieri. E' stato un addio straziante e dolcissimo, quello che i vigili del fuoco, ma più in generale le due comunità di Rovigo e di Buso, hanno tributato a Claudio Bombonato, 56 anni, portato via dalla malattia contro la quale lottava da circa un anno.

C'erano centinaia di persone, a testimonianza di quanto Claudio si fosse fatto volere bene e stimare, nel corso degli anni. "Aveva seminato bene", come ha voluto ricordare, significativamente, anche il sacerdote, nel corso dell'omelia, in chiesa a Buso, dove Claudio viveva, da sempre. Prima, però, c'era stato un momento di raccoglimento e saluto anche al comando provinciale dei vigili del fuoco di via Ippodromo, dove il feretro è stato accolto dai pompieri, schierati ai due lati della strada, per raccogliere la benedizione del cappellano del corpo don Gianni Vettorello.

Claudio era una persona speciale. "Un collega che speravi sempre di avere vicino, perché la sua presenza oltreché essere preziosa ti faceva stare bene", è il significativo ricordo dei colleghi. Una persona che credeva profondamente nel proprio lavoro e nell'importanza di aiutare gli altri. Lo ha sempre fatto.

Claudio era entrato nel Corpo dei Vigili del fuoco nel febbraio del 1993, prestando servizio nei comandi di Vicenza, Padova, Ferrara e dal 2019 a Rovigo. Ha preso parte alle operazioni di soccorso di tutte le grandi calamità del nostro Paese. Capo squadra esperto, da gennaio 2022 era responsabile degli automezzi del Comando di Rovigo. 

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Impostazioni privacy