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Sulle vittime di Ca’ Emo <br/> pessime figure del sindaco indeciso

Bobo scontenta tutti

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Il sindaco di Adria Massimo Barbujani

04/05/2016 - 18:51

La vicenda della Coimpo entra di prepotenza nella campagna elettorale di Adria. Il tergiversare del sindaco Barbujani di fronte della richiesta di costituirsi parte civile imbarazza non poco buona parte dei suoi sostenitori, fa arrabbiare il Comitato di Ca' Emo e offre al tempo stesso il destro all'opposizione per aprire un fronte sul quale Bobo dovrà dare risposte chiare. E pure in tempi celeri.



Insomma: un autogol che un politico accorto in campagna elettorale avrebbe ben potuto evitare. L'attacco porta la firma di Michela Grotto, esponente del Pd. "Il pudore e il rispetto delle quattro vittime della tragedia della Coimpo, avrebbe dovuto spingere il sindaco Barbujani almeno a non intervenire alla tappa del Tour per la sicurezza sul lavoro promossa dall'Anmil. Invece ancora una volta ha usato la sua faccia di bronzo mentendo sapendo di mentire. A fronte della pressante richiesta da parte del presidente Bruno Galvani, disabile dall'età di 17 anni per un incidente sul lavoro, di 'costituirsi parte civile di fronte a tragedie come quella di Ca' Emo, perché i familiari e la comunità si sentano più protetti', Barbujani ha risposto: 'ci stiamo pensando, stiamo valutando con il legale'".



Una frase che Bobo ha ripetuto più volte negli ultimi tempi, evidentemente indeciso su come comportarsi, su quale sponda scegliere... "Gli adriesi - è l'attacco - hanno tutti i motivi per sentirsi presi in giro. Sostiene che 'ci stanno pensando' e che 'stanno valutando con il legale', ma ancora non è dato sapere a qualche legale sia stato dato incarico. Così pure non ha avuto il coraggio di ammettere tutto l'ostruzionismo sperimentato nei confronti del comitato locale che, subito dopo la tragedia, ha chiesto semplicemente sicurezza e verità. Azioni concrete nell'interesse della collettività non si sono viste... Ironia della sorte, poi, il giorno dopo apprendiamo che i dipendenti precari della Casa di riposo devono pagarsi il corso antincendio. Allora chiamiamo le cose con il proprio nome: è una vergogna. E ovviamente il sindaco non sa niente...".



Il servizio in edicola nella Voce di giovedì 5 maggio

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