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Adria, confronto tra i candidati <br/> sono scintille tra Barbujani e Zambon

Elezioni

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I candidati sindaco di Adria durante il confronto organizzato da La Piazza

01/06/2016 - 10:30

Sanità, commercio, frazioni e cultura sono stati i principali temi di confronto tra i quattro candidati sindaco di Adria al dibattito di lunedì 30 maggio sera organizzato dal periodico "La Piazza". Moderatrice Giorgia Gay, che ha avuto vita facile vista la correttezza degli sfidanti: Massimo Barbujani, sindaco uscente e ricandidato per il centrodestra; Omar Barbierato di Impegno per il bene comune; Cristina Caniato del Movimento 5 stelle; Nicola Zambon per il centrosinistra.



Unica scintilla in un battibecco tra Barbujani e Zambon. Il primo ha rinfacciato al secondo di ricevere "ordini e suggerimenti da Sandro Gino Spinello, segretario Pd". Molto dura la replica dell'avvocato: "Sono una persona assolutamente libera, sufficientemente autorevole che non riceve ordini da nessuno, sono libero anche da pendenze penali e pago la tasse". Affermazione che ha dato vita a un forte brusio di disapprovazione di una parte del pubblico.

Le questioni più interessanti sono emerse quando si è parlato di commercio dove ogni candidato ha presentato la sua ricetta. Bobo ha accusato "la riforma Bersani per un eccesso di liberismo al punto che oggi in città abbiamo 100 bar, forse troppi, così pure sono spuntati centri commerciali di diverso tipo".



L’esponente grillina ha rilevato che "è necessario fare sistema partendo con il creare un calendario unico degli eventi che deve nascere dalla collaborazione tra le diverse associazioni cittadine".



Sul ruolo delle associazioni si è particolarmente soffermato Barbierato, indicando “il ruolo centrale che dovrà svolgere la Pro loco nell’organizzazione degli eventi”, rimarcando la necessità di “maggiori sinergie con le frazioni per valorizzare il loro patrimonio culturale, sociale e di tradizioni”.



Da parte sua Zambon ha constatato che “la situazione del commercio è grave, a niente sono serviti gli interventi messi in atto dall’attuale amministrazione a cominciare dal rifacimento del corso”, inoltre “molte attività sono state penalizzate dalla perdita del tribunale che faceva confluire in città migliaia di persone”. Secondo il rappresentante del centrosinistra, “per rilanciare il commercio è necessario incentivare il turismo, certamente non con progetti fallimentari come i borghi”.



Il servizio completo in edicola nella Voce di mercoledì 1 giugno

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