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SAN VIGILIO/1

“L’arte adesso illumina la carità”

Il vescovo di Trento, mons. Tisi: “Un evento per rivivere l’amicizia tra due comunità”

“L’arte adesso illumina la carità”

Il vescovo di Trento, mons. Tisi: “Un evento per rivivere l’amicizia tra due comunità”

“Sabato, 22 giugno 2019: nei primi vespri del Corpus Domini i cristiani qui riuniti dalla Santissima Eucaristia presieduti dalla carità dell’arcivescovo di Trento Lauro Tisi dinnanzi al vescovo di Adria-Rovigo Pierantonio Pavanello, traboccanti di esultanza a gloria della Trinità Santissima Padre, Figlio e Spirito Santo accolsero e benedissero”: sono le parole a futura memoria della targa ricordo, scoperta da Arianna Silvestrin, la più piccola del coro della Raganella, dell’evento svoltosi ieri sera nella chiesa di San Vigilio con la benedizione e inaugurazione delle quattro vetrate artistiche sopra il presbiterio. Evento solenne in una chiesa gremita nonostante il disturbo di un acquazzone un’ora prima della celebrazione: presenti il sindaco Omar Barbierato, il presidente del consiglio comunale Francesco Bisco, Enrico Bonato consigliere comunale e progettista dell’opera, quindi i due vescovi, l’arciprete della Cattedrale monsignor Antonio Donà e don Fabio Finotello visibilmente emozionato e giustamente soddisfatto per aver portato a compimento un progetto particolarmente ambizioso. Molta gradita anche la presenza dei titolari dell’azienda Arte Poli di Verona che ha realizzato le vetrate di alto valore artistico.

Ma il significato della giornata e della stessa opera artistica è nelle parole di vescovo Lauro. “Questo evento ravviva un rapporto di amicizia tra queste due comunità, un’amicizia sbocciata in un momento drammatico (alluvione del ‘51, ndr) e ha visto la comunità trentina farsi sentire con un gesto di solidarietà: ed è sorto Borgo Dolomiti. E questo evento, quando ho ricevuto l’invito, ci ha dato lo spunto per avviare un processo di recupero della memoria storica, tanti dalle nostre parti non ricordano più quel che è successo, ma è importante ricordarlo non come gesto da amarcord, ma perché è un passato sempre vivo, è la storia che non viene sepolta, come l’Eucaristia che celebriamo ogni storia: Gesù che ha vinto la morte”.

“Un ricordo - ha sottolineato mons. Tisi - per riaffermare un gesto di carità, per dire: io c’ero quando un mio fratello si è trovato nella difficoltà”. Infatti alla cerimonia ha partecipato anche il direttore del settimanale diocesano “Vita trentina” Diego Andreatta, insieme a un collaboratore fotografico, per raccogliere le prime testimonianze sugli eventi post alluvione, così ha incontrato Aldo Rondina, direttore della biblioteca capitolare memoria storica. E il vescovo Lauro ha benedetto le splendide vetrate dove la luce dell’arte illumina la carità.

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