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PALAZZO TASSONI

Bilancio, assestamento fuori tempo

La minoranza ha abbandonato l’aula. Spinello: “Quella delibera non rispetta la legge”

Bilancio, assestamento fuori tempo

“Provvedimento non conforme ai dettami della legge”: molto grave l’accusa che il capogruppo dem Sandro Gino spinello rivolge a giunta e maggioranza civica in merito all’approvazione dell’assestamento di bilancio avvenuta nel consiglio comunale della scorsa settimana.

Al momento del voto la minoranza ha abbandonato l’aula: oltre a Spinello, Paolo Baruffaldi ed Emanuela Beltrame della lega, quindi Lamberto Cavallari dell’omonima lista civica, assenti Massimo Barbujani della Bobosindaco e Furlanetto di Fratelli d’Italia.

L’esponente Pd spiega: “La legge stabilisce che questo atto deve essere adottato perentoriamente entro il 31 luglio, questa scadenza è evidenziata in maniera chiara nello stesso atto proposto per il voto. Abbiamo sempre dato massima disponibilità come opposizione - sottolinea Spinello - ad essere presenti in consiglio, anche quando convocato nei tempi ristretti per garantire il rispetto della legge e la funzionalità dell’ente. Quello che ci ha indispettito - prosegue - è il fatto di non aver avuto nessuna informazione preventiva sull’anomalia della situazione, si è scelta la strada della furbizia per tentare di far passare tutto sotto silenzio”.

Figurarsi se una cosa del genere poteva sfuggire all’occhio di Spinello, al quale non è sfuggito neppure il fatto che “per la prima volta - come ha pubblicamente fatto notare in aula - manca la dirigente competente del bilancio”, lasciando chiaramente intendere che potrebbe trattarsi di una presa di distanza da parte della stessa Serenella Barbon.

“Inoltre - rimarca l’esponente Pd - si aggiunge il fatto di aver dato risposte un po’ improvvisate quando il fatto è emerso in consiglio, fino al rifiuto di modificare la delibera: come se nulla fosse il presidente Francesco Bisco non ha fiatato, ha messo la delibera ai voti e i consiglieri di maggioranza senza batter ciglio hanno approvato. Si assumeranno le loro responsabilità. A quel punto, a noi della minoranza, a fronte di una così ingiustificata chiusura, non è rimasto altro comportamento che abbandonare l’aula per non avvallare un atto deliberativo non conforme alla legge e per non assumerci responsabilità di alcun tipo”.

Le responsabilità di “alcun tipo” potrebbero essere quelle di venir chiamati a rispondere davanti alla Corte dei conti che molto probabilmente sarà chiamata ad analizzare il caso. Anche perché l’organismo di controllo contabile a metà luglio ha inviato a palazzo Tassoni un’ammonizione, comunicando che “dalle verifiche effettuate risulta che il comune ha approvato il rendiconto relativo all’esercizio 2016 oltre il termine”.

A quel tempo l’amministrazione comunale era guidata da un altro sindaco e da un’altra maggioranza, tuttavia quando l’organismo di controllo contabile interviene non guarda il colore politico di chi amministra, ma la sostanza degli atti. E in questo caso prende atto che il Comune di Adria è recidivo: come un giocatore che in un partita di calcio prende un cartellino giallo e poco dopo commette un altro brutto fallo.

L’ammonizione della Corte dei conti, l’assenza della dirigente Barbon, l’arrogante chiusura della maggioranza civica, accompagnata dal silenzio dei consiglieri civici che hanno votato senza batter ciglio, sono i classici tre indizi che fanno una prova. “E’ doveroso ora verificare - osserva il capogruppo dem - se le responsabilità dell’accaduto siano solo politiche, chiederemo lumi al collegio dei revisori il cui parere è stato dato il 18 luglio. Certo che una civica amministrazione che non rispetta le regole e i termini che la legge impone non dà un buon esempio ai propri cittadini”. E proprio da parte di una forza politica che ha fatto del rispetto delle legge un imperativo morale.

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