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Il lutto

Addio al pittore Elvio Mainardi

La città gli ha reso onore. Aveva 87 anni, lascia la moglie e due figli.

Addio al pittore Elvio Mainardi

L'allora sindaco Bobo Barbujani l'ha insignito dell'Attestato di merito.

14/05/2022 - 13:10

Un grande lutto ha colpito la città etrusca, Bologna, la Valtellina e tutto il mondo dell’arte: nella notte tra mercoledì e giovedì si è spento Elvio Mainardi. Era nato ad Adria il 15 dicembre 1934, aveva 87 anni, lascia la moglie Lidia e i figli Andrea e Silvia.

Ha trascorso gran parte della sua vita lontano dal Canalbianco ma senza mai dimenticare “la mi Adria”. Quattro sue opere esprimono lo stretto legame d’affetto con la città natale: l’affresco all’ostello Amolara intitolato “La storia della Bonifica” del 2001, “L’Ultima cena” inaugurata nel marzo 2015 e posta sulla parte interna della parete d’ingresso della Cattedrale, quindi due dipinti a Palazzo Tassoni “Il Bevitore” e “Il Pescatore” realizzati nel marzo 2016. Nell’occasione il sindaco Massimo Barbujani consegnò all’artista un attestato di merito a nome della città.

Elvio Mainardi muove i primi passi nella propria città particolarmente vivace in campo artistico, nel 1960 si trasferisce a Bologna, dove compie gli studi artistici sotto la guida dei maestri Ilario Rossi e Corrado Corazza. Per undici anni lavora per il Comune di Bologna alla supervisione dei restauri del centro storico della città, senza mai trascurare la pittura.

Ormai inserito nel tessuto emiliano, incontra e conosce i grandi maestri, come Morandi, Saetti e Korompai, frequenta studi di artisti, gallerie e raccolte private, vivendo un periodo intenso della cultura emiliana del momento. La pittura, alla quale può inizialmente dedicarsi solo nei ritagli di tempo, diventa ben presto la sua principale occupazione: partecipa a concorsi nazionali ed internazionali vincendo numerosi primi premi in Italia ed alcuni all’estero, espone in mostre personali e collettive nelle maggiori città italiane.

Dal 1973 si dedica esclusivamente alla pittura e si trasferisce in alta Valtellina: la chiesa sconsacrata di via Santa Barbara a Bormio diventa il suo atelier. Tra il 1977 e il 1981 esegue una serie di dipinti di grandi dimensioni commissionati dall'azienda americana Caterpillar. Ma l’apice del successo internazionale arriva nel 1985 quando realizza tre manifesti per i “Mondiali di Sci Alpino a Bormio” che ottengono un imprevedibile successo in ogni parte del mondo, per colore, forza espressiva e dinamicità della composizione ma soprattutto per il ritorno della figurazione nel manifesto sportivo.

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