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Bimbo picchiato dai bulli. "Il sindaco: se è vero li caccio dai pulmini"

Il caso

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“E’ un sindaco molto arrabbiato quello di Lendinara, lo scriva”. Luigi Viaro è un fiume in piena. Il caso del pestaggio di un bambino di 10 anni da parte di tre coetanei dentro il pulmino della scuola, coinvolge l’amministrazione.




Lo fa a più livelli: a livello di sicurezza del servizio, a livello sociale e di opinione pubblica, e nel rapporto con le comunità straniere di Lendinara.

Già perché i tre bulli che hanno picchiato il ragazzino - secondo quanto racconta la piccola vittima rimasta a casa per cinque giorni per i traumi subiti - sono due fratelli marocchini di 10 e 11 anni, e un coetaneo di origini bielorusse.


“Dobbiamo andare a fondo della questione - sottolinea Viaro - ma se scopriremo che queste persone sono inadatte ad andare a scuola con il pulmino, andranno in bicicletta”.




Il primo cittadino ha subito scritto all’azienda di Chieti che si è aggiudicata il servizio di trasporto per 200mila euro all’anno.



Se ci sono buchi di sicurezza io lo devo sapere, devo essere informato in tempo reale di quello che succede altrimenti qualcosa non va”.




Sul mezzo di trasporto che dalle scuole elementari Baccari porta i bimbi a casa passando per Valdentro, Treponti e Molinella, infatti, ci sono un autista e un assistente.




Oggi alle 17 in Comune, in un incontro tra la famiglia del bambino, l’amministrazione e l’azienda ci sarà un primo chiarimento sui fatti avvenuti sabato 4 marzo, alle 12.20 circa, quando è avvenuto il pestaggio che ha portato il bambino in ospedale a Trecenta.



I dettagli del caso, sulla Voce di Rovigo in edicola oggi 9 marzo.

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