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Stuprata per vendetta, il quadro si complica sempre di più

Violenza sessuale

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03/05/2017 - 12:28

Una faida familiare tutta da chiarire quella che a fine marzo ha coinvolto tre nomadi, due uomini e una ragazza, e su cui sta tentando di far luce il Tribunale di Reggio Emilia.



Sui due uomini pende una serie di accuse che vanno dalla violenza privata alla rapina, alle lesioni fino ad arrivare a quella, pesantissima, di violenza sessuale. Entrambi infatti, nella notte tra il 30 e il 31 marzo, si sarebbero macchiati dello stupro della figlia di un loro complice, che dopo una rapina si sarebbe intascato più refurtiva del previsto ([url"Leggi l'articolo"]http://www.polesine24.it/Detail_News_Display/BadiaLendinara/nomadi-arrestati-per-violenza-sessuale-rapina-e-sequestro[/url]).



La presunta vittima dello stupro, secondo la sua stessa deposizione, sarebbe stata prelevata dal caravan in cui viveva con la famiglia, a Reggio Emilia, e chiusa in un furgone, dove si sarebbe consumata la violenza. Prima di lasciarla andare, i sequestratori le avrebbero anche strappato la collana d'oro che portava al collo.



I due rom di Badia padre e figlio rispettivamente di 37 e 18 anni, una volta denunciati dalla 21enne, sono stati arrestati e si trovano ora nel carcere di Modena in attesa del processo. Il gip di Reggio Emilia ha concesso l'incidente probatorio perché vengano ascoltate più persone. La presunta vittima, già interrogata, ha ribadito di aver subito la violenza, che sembrerebbero trovare riscontro anche nei referti medici delle visite a cui la ragazza si è sottoposta subito dopo il fatto.



A smentire questa versione, ieri di fronte al gip di Reggio Emilia, è stata invece la sorella minore della ragazza. Secondo la 18enne lo stupro sarebbe una messinscena architettata dalla sorella per punire i vecchi complici del padre, responsabili di averlo fatto finire in carcere. Un'affermazione da valutare con cautela, come tutte le altre del resto, visto che la 18enne è fidanzata con il più giovane dei presunti aggressori.



Questi ultimi, dal canto loro, continuano a dichiararsi totalmente innocenti, sostenendo di non essere stati a Reggio Emilia la notte in cui si sarebbero svolti i fatti. Il quadro, insomma, è ancora da chiarire e nei prossimi giorni verranno interrogati il fratello e la madre della presunta vittima.








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