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Omicidio Negrini: chiesto l'ergastolo per l'omicida, che confessa

Lendinara

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Il casolare di Nicola Stella dove sono stati trovati vestiti e pistola di Massimo Negrini

09/06/2017 - 15:54

La pena massima, l'ergastolo, nonostante il giudizio abbreviato. Questa è stata la richiesta del pm Monica Bombana nei confronti di Nicola Stella, il 39enne di Lendinara accusato di aver ucciso Massimo Negrini, l'artigiano 51enne di Giacciano con Baruchella. La pubblica accusa ha contestato la premeditazione e l'omicidio volontario in concorso con l'occultamento di cadavere.



Davanti al giudice Alessandra Martinelli, oggi 9 giugno, in un'udienza durata cinque ore, Nicola Stella, il consulente del lavoro originario di Lendinara, ha reso interrogatorio. E qui ha confessato di essere stato l'autore dell'omicidio e di averlo fatto per paura di essere a sua volta aggredito da Negrini, che girava con una Beretta carica con sette colpi.



L'omicidio avvenuto l'1 febbraio del 2016, in un casolare di proprietà di Stella, in località Valdentro, è maturato per la difficoltà di Stella di onorare un debito di 40mila euro nei confronti dell'artigiano esperto in arredamento da esterni.



Anche oggi l'imputato che da un anno e mezzo è in carcere, ha sottolineato che temeva molto l'insistenza di Negrini. Lo aveva attirato nel casolare assicurandogli che lì c'erano i soldi. Sull'uscio, invece, lo freddò con un colpo di carabina calibro 22 all'occhio sinistro.



Nessun cinese che lo aveva incastrato, dunque, come invece insistentemente continuava a ripetere Stella, anche dopo il fermo eseguito il 3 febbraio dal nucleo investigativo dei carabinieri di Rovigo.



Il giudice Martinelli emetterà sentenza il prossimo 15 giugno, dopo l'arringa del difensore di Stella, Giovanni Gentilini, del foro di Padova e le eventuali repliche.



La parte civile, la famiglia di Negrini, rappresentata dall'avvocato Barbara Bisaglia, oggi ha ritirato la costituzione di parte civile perché la famiglia si ritiene risarcita con 50mila euro. L’avvocato aveva inizialmente chiesto un risarcimento di un milione di euro (400mila euro ciascuno a genitori e 200mila al fratello).



Il servizio completo domani 10 giugno sulla Voce di Rovigo

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