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Omicidio Ferracin, si apre il processo a "zio coca"

Tribunale

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Non aveva avuto la possibilità di festeggiare l'arrivo del nuovo anno perché alcune violente coltellate lo avevano trafitto senza lasciargli scampo, la notte tra il 31 dicembre del 2016 e il 1° gennaio del 2017. Era morto così Lorenzo Ferracin, 45 anni, di Lendinara, che quella notte si trovava a casa di Giorgio Pasqualini, 69enne di Badia agli arresti domiciliari.



Stamattina (26 ottobre) si è aperto il processo nei confronti dell'anziano, accusato di omicidio volontario, con l'aggravante dei futili motivi, un reato su cui sarà la Corte d'Assise di Rovigo a pronunciarsi, presieduta dal gip Pietro Mondaini, che nella prossima udienza sarà però sostituito dal nuovo presidente del Tribunale Angelo Risi. Stamattina la figlia di Ferracin e tre dei quattro fratelli del lendinarese si sono costituiti parte civile nel processo a carico di Pasqualini.



Quest'ultimo non ha mai negato di aver accoltellato il 45enne, ma sostiene di averlo fatto per legittima difesa dal momento che, secondo la sua versione, Ferracin gli sarebbe piombato in casa da una finestra impugnando una pistola e chiedendo alcune dosi di cocaina a quello che nei mercati dello spaccio era noto come "zio coca".



In effetti sul luogo del delitto i carabinieri avevano sequestrato una pistola giocattolo, ma chi la impugnasse e in quali circostanze restano due questioni su cui far chiarezza nel corso del processo, la cui prossima udienza è fissata per l'8 novembre.




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