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“Anziani in coda per ore al freddo”

La rabbia di Pasquali: “Ufficio di San Pietro chiuso. Boscochiaro dimezzato: ora basta”

“Anziani in coda per ore al freddo”

File e attese interminabili per accedere agli uffici postali, e la minoranza sbotta: “Qui si scherza con la salute delle persone, che nell’attesa di entrare rischiano di ammalarsi. Ci sarà una raccolta firme, e l’amministrazione ci dovrà spiegare il motivo della chiusura dell’ufficio di San Pietro, insieme al motivo per il quale le aperture dell’ufficio di Boscochiaro sono dimezzate”.

Queste le parole di Emanuele Pasquali, consigliere comunale di minoranza, che non usa mezzi termini e interviene con decisione sui disservizi postali che, secondo le numerose segnalazioni, stanno subendo i cittadini di Cavarzere, sia del centro che delle frazioni.

“È una vergogna sociale che una persona anziana debba aspettare due ore fuori dell'ufficio postale di Boscochiaro alla temperatura di -2 gradi - sbotta Pasquali - È una situazione molto pesante, perché si rischia seriamente di ammalarsi rimanendo in fila, al freddo, per poter ritirare la pensione o per fare una qualsivoglia operazione all’ufficio postale”.

“Chi ne risponderà, se i nostri anziani si ammaleranno? Lo chiedo alle autorità sanitarie e civili comunali e regionali - incalza il consigliere - Qui non c'entrano le misure anticovid, qui si sta scherzando con la salute delle persone senza che nessuno se ne preoccupi”.

“Il 17 agosto 2020 avevo presentato un’interrogazione al comune di Cavarzere affinché si attivasse per contrastare la riduzione del servizio dell’ufficio postale di Boscochiaro - che ha ridotto l’attività da 6 a 3 giorni alla settimana -Vista la chiusura definitiva dell’ufficio di San Pietro, l'ufficio di Boscochiaro era divenuto l'unico presidio per le frazioni di San Gaetano, Dolfina, San Pietro e Villaggio Busonera, mentre l’ufficio postale di Rottanova è aperto un giorno alla settimana. In questo scenario mi giungono numerose segnalazioni di cittadini che devono aspettare ore fuori dall’ufficio postale del centro città, rimasto ormai l’unico ad accogliere tutti gli utenti del territorio”.

“Sono molto amareggiato come consigliere comunale di Cavarzere - ha continuato Pasquali – perché dopo la presentazione dell'interrogazione nessuno dell'attuale amministrazione comunale mi ha dato risposta. Avevo fatto presente che con l'arrivo dell'inverno non era pensabile continuare solamente con tre giorni di apertura all’ufficio di Boscochiaro, ma il risultato è sotto l'occhio di tutti: i cittadini sono costretti ad usufruire del servizio nei soli tre giorni di attività, con il formarsi di file interminabili e con il rischio di ammalarsi seriamente per le lunghe attese senza alcun riparo."

“Farò partire in questi giorni una raccolta firme in tutte le frazioni interessate: ci dovranno spiegare per quale motivo l'ufficio postale di San Pietro è stato chiuso e per quale motivo l'ufficio postale di Boscochiaro ha dimezzato le aperture. Gli uffici postali nei paesi di campagna come i nostri, oltre ad essere gli unici servizi di rilevanza pubblica, sono anche gli istituti bancari del territorio, dove tutti chiedono consulenza per i risparmi, dove si accede ai prestiti, dove si chiedono consigli per poter meglio affrontare le operazioni di compravendita. Voler chiudere questi presidi vuol dire far morire i centri periferici. Cavarzere ha perso più di 3mila persone in 10 anni: non possiamo permetterci che qualcuno decida sopra le nostre teste e che nessuno ci difenda. C'è bisogno dell'impegno di tutti, facciamo sentire la nostra voce”.

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