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ULSS 3 SERENISSIMA

“I vaccini non possono attendere”

E’ l’appello del direttore generale Contato alla popolazione: “Questo diritto è anche un dovere di tutti per lasciare spazio alle generazioni successive”.

“I vaccini non possono attendere”

01/05/2021 - 14:45

Il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima Edgardo Contato si rivolge alla popolazione e chiede che tutti si vaccinino nei tempi prestabiliti.

In merito alle vaccinazioni, che attualmente proseguono con le fasce d’età di 70-79 anni e 60-69 anni, il direttore sostiene che nessuno ha il diritto di perdere tempo prezioso: “Il diritto alla vaccinazione è ora anche un dovere, quello di vaccinarsi presto, per lasciar spazio alle generazioni successive, e per non perdere un solo giorno nel contrasto al virus”.

Inoltre, Contato dichiara di sentire il bisogno di rivolgere un appello alla cittadinanza, anche a nome dei medici e di tutto il personale sanitario delle nostre città: “La vaccinazione non è come un’uscita fuori porta, che se il tempo non è ideale si rimanda al prossimo fine settimana. No, la vaccinazione non può attendere, e ciascuno di noi deve sentirsi in dovere di sottoporsi al vaccino non appena ne ha acquisito il diritto. Per sé e per gli altri, perché tutti insieme, vaccinati, respingiamo l'attacco del virus”.

Nella giornata di giovedì 29 aprile l’Ulss 3 ha stabilito un record e sono state registrate 7.003 vaccinazioni, sfondando il tetto dei settemila vaccinati. Invece, nella giornata di oggi e in tutti i giorni della prossima settimana sono previste più di 6mila vaccinazioni. Sono dati importanti considerando la situazione vissuta negli ultimi mesi, non solo dalla popolazione ma anche dai ristoratori, dai lavoratori dello spettacolo e da tutte le persone che a causa delle restrizioni hanno dovuto chiudere le proprie attività.

L’attesa di ricevere i vaccini è stata molta e Contato non tralascia questo particolare, ma sostiene anche che una situazione nuova permetterà all’azienda sanitaria di mettere a disposizione degli utenti date e sedi per la vaccinazione. Un particolare non da poco, considerando la difficoltà di molti di riuscire a prenotare il vaccino negli ultimi giorni. “Quello che prima sentivamo come un diritto, e cioè ricevere il vaccino al più presto, adesso dev’essere sentito come un obbligo morale - ribadisce - e ciascuno di coloro che può essere vaccinato deve sentirsi in dovere di aderire al più presto possibile. Rimandare significa rallentare la risposta al virus, lasciargli spazio, concedergli una tregua, mentre invece dobbiamo essere decisi ad incalzarlo insieme”. Contato è aperto ad affrontare una “battaglia” collettiva per combattere l’epidemia. Le sue parole non si limitano a questo; infatti, il direttore prende in considerazione anche i giovani, l’ultima fascia di popolazione che riceverà il vaccino: “Se siamo nelle classi di età tra i 60 e i 79 anni, ricordiamo che altri attendono: prima si concluderà il lavoro sulle fasce d’età oggi prioritarie, prima la vaccinazione sarà aperta a tutti gli altri - le generazioni più giovani - che ora stanno a guardare e ci chiedono di fare presto, perché venga presto anche il loro turno”.

Inoltre, Contato chiede a tutti coloro che vengono nei centri vaccinali di farlo con responsabilità: “Ricevere il vaccino obbliga tutti i cittadini a spostarsi, a recarsi in un centro dove si lavora con la maggior attenzione e la maggior celerità possibile. Quando sarà il nostro turno armiamoci di pazienza e di senso civico. Sia chiaro: il diritto al vaccino non è diritto a scegliere il vaccino. Sta ai medici la valutazione quanto al vaccino proposto, nel rispetto di normative stringenti; e ogni pretesa e ogni richiesta reiterata al riguardo là dove si effettuano le vaccinazioni non è certo segno di correttezza o di responsabilità”.

“Ora che tocca a noi dare un contributo alla lotta al Covid, facciamo al meglio e presto la nostra parte” conclude Contato.

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