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Cavarzere

Aperta l’autostrada dell’acqua

Primo passo per ridurre la dipendenza dal Po. Acquevenete: “Questo impianto è strategico”

Aperta l’autostrada dell’acqua

08/04/2022 - 10:32

Acqua pedemontana per le utenze del Basso Polesine: inaugurato ieri il primo adeguamento della centrale di potabilizzazione di via Bellina, che “mette in sicurezza la continuità dell’approvvigionamento, garantendo l’interconnessione delle fonti”. E’ stato presentato ieri, alla centrale di potabilizzazione di Acquevenete a Cavarzere, in via Bellina, il primo intervento di adeguamento dell’impianto di prioritaria strategicità per l’assetto acquedottistico del Basso Polesine: si tratta di un evento importante per il territorio, che consiste nell’implementazione all’interno della centrale delle opere impiantistiche per la ricezione e l’utilizzo dell’acqua proveniente dal Savec - il sistema acquedottistico del Veneto centrale - che permette di distribuire una risorsa idrica di qualità eccellente - come affermano da Acquevenete - che proviene direttamente da fonte pedemontana e arriva fino al territorio del Basso Polesine.

Si tratta quindi di un nodo idraulico che porta l’acqua dal campo pozzi di Camazzole (nel Comune di Carmignano di Brenta), e che rifornisce di acqua potabile di ottima qualità le aree orientali delle province di Padova, Rovigo e Venezia. Acquevenete quindi dismetterà progressivamente gli approvvigionamenti dal fiume Po, fonte esposta al rischio di contaminazioni e inquinamenti, mentre investirà nelle centrali dell’Adige, che porta acqua di buona qualità grezza, più sicura e meno costosa.

In pratica, si è trattato della realizzazione di nodi idraulici dotati di valvole di regolazione, della sostituzione di tubazioni e dell’adeguamento edile delle vasche di accumulo dell’acqua potabile. Questo è il secondo step di un progetto più ampio, avviato con l’acquisizione del Savec da parte dei gestori Etra, Veritas e Acquevenete, e con il coinvolgimento di Acegas Aps, che si svilupperà anche nei prossimi anni con l’estensione della rete, attraverso la costruzione di ulteriori dorsali acquedottistiche all’interno dell’area polesana, per raggiungere tutti i sistemi idrici del Delta del Po.

“Quella che abbiamo inaugurato è un’opera importantissima, soprattutto in un contesto come questo, caratterizzato dalla siccità e dalla difficoltà di approvvigionamento dai fiumi - ha commentato il vicepresidente di Acquevenete Antonio Bombonato - la centrale di potabilizzazione di Cavarzere è un impianto strategico proprio perché mette in sicurezza la continuità dell’approvvigionamento, garantendo l’interconnessione delle fonti, che è attualmente uno dei principali obiettivi strategici di Acquevenete”.

All’incontro presente, oltre al sindaco di Cavarzere Pierfrancesco Munari, anche Monica Manto, direttore generale di Acquevenete: “Ringraziamo la regione Veneto per aver progettato con lungimiranza il Savec, per averlo realizzato attraverso la sua controllata Veneto Acque e per averne consentito l'acquisizione da parte dei gestori, con tutti i benefici in termini di qualità e sicurezza dell'approvvigionamento idrico per il territorio polesano derivanti dall'utilizzo di questo sistema, che già oggi sono evidenti”.

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