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Rovigo

Iras, nodi che non vengono al pettine

Regione e commissario non in linea con la restituzione totale di Casa Serena al Comune

Iras, nodi che non vengono al pettine

Incertezze sull’Iras, conti alla rovescia e una nuova richiesta di incontro in prefettura. Dopo gli interventi in consiglio comunale il caso Iras è tornato in primo piano. I sindacati già da qualche giorno, a dire il vero, hanno chiesto al prefetto di convocare un incontro con Comune e commissario regionale per fare il punto della situazione e capire se lo stallo che da mesi non si smuove può trovare una soluzione. Anche perché i lavoratori dell’Iras già da tempo si chiedono per quanto tempo le banche saranno disponibili a concedere proroghe alla casa di riposo oberata da debiti milionari. La scadenza, in questo senso, era stata fissata alla fine di giungo, certo saranno possibili nuove proroghe, ma a fine agosto scade anche il periodo della gestione commissariale. Anche questa suscettibile di rinnovi, ma come il resto della vicenda ammantato di pochi punti fermi.

Ad increspare un mare piatto solo in superficie, ma in ebollizione appena sotto la linea di galleggiamento, le parole del sindaco al consiglio comunale di martedì. Edoardo Gaffeo ha detto che la Regione propende per una restituzione parziale di Casa Serena al Comune. Linea che però non sembra affatto condivisa dal commissario regionale Ezio Zanon. La restituzione totale di Casa Serena comporterebbe, è vero, il versamento di oltre 3 milioni di euro dal Comune all’Iras, la cifra che da tempo la dirigenza della casa di riposo chiede per assicurare sopravvivenza all’ente: Allo stesso modo però una restituzione totale porterebbe alla perdita di numerosi posti letto accreditati ora in capo a Iras. Una parte potrebbero esser e recuperati nella struttura di San Bortolo, ma una parte finirebbero in stand by o addirittura in capo a strutture private. In ogni caso la potenzialità di accoglienza dell’Iras risulterebbe ridimensionata. E probabilmente è proprio per questo che i vertici Iras non sono del tutto allineati con la Regione.

Una restituzione totale di di Casa Serena, inoltre, comporterebbe la necessità, da parte dell’amministrazione comunale, di una massiccia opera di riqualificazione e di una decisione su quale servizi allocare nella grande struttura della Commenda. Il sindaco Gaffeo ha più volte spiegato che c’è in corso la partecipazione ad un bando collegato al Pnrr per ottenere fondi destinati a servizi socioassistenziali che potrebbero trovare posto proprio a Casa Serena, ma basteranno?

Intanto le preoccupazioni di lavoratori e famiglie dei pazienti non si fermano, e più di qualcuno nutre il sospetto che nessuno voglia rimanere col cerino acceso, per usare un’altra metafora, con la palla in mano al momento di una crisi che da grave potrebbe sfociare in irreversibile. A distanza di mesi, infatti, i passi avanti sembrano pochi, almeno stando alle dichiarazioni ufficiali. E per questo i sindacati hanno chiesto un nuovo incontro al prefetto. Per questo i lavoratori potrebbero far scattare una nuova mobilitazione.

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