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la grande siccità

“Po, mai vista una secca così”

Un letto di sabbia, “Ci saranno conseguenze sulle falde, sull’ecosistema, sugli argini”

“Po, mai vista una secca così”

Un letto di sabbia, “Ci saranno conseguenze sulle falde, sull’ecosistema, sugli argini”

“A s’è vist Po pin e Po vod”. Questo uno dei modi di dire più utilizzati, soprattutto nei paesi rivieraschi dell’Alto Polesine, per indicare il consueto alternarsi di piene e secche che da sempre caratterizzano l’andamento del livello delle acque del Grande Fiume. Piene e secche che si avvicendano scandendo le stagioni e preoccupando i residenti che con le acque del Po sono ormai abituati a farci i conti sia per quanto riguarda la gestione delle spaventose piene che terrorizzano soprattutto gli anziani che mai hanno dimenticato l’alluvione del ’51, ma anche con le secche estive che rendono difficoltose tutte le operazioni di irrigazione nei campi. La cosa sicura è che un livello così basso delle acque del Po, a memoria d’uomo, e soprattutto a giugno, nessuno lo ricorda.

Per cercare di capirne di basta fare una passeggiata, e questa volta non si tratta assolutamente di un modo di dire, tra i barconi ormeggiati sulla riva sinistra del fiume che attualmente poggiano sul fondale sabbioso, mostrando a chi ha l’occasione di transitare da quelle parti, uno spettacolo a dir poco angosciante. Uno scenario che somiglia molto a quello di alcuni film di fantascienza che raccontano di quello che rimane dopo l’esplosione di un ordigno nucleare o dopo una siccità che ha eliminato ogni essere vivente. Sabbia, limo, qualche tronco che dopo essere stato trasportato dalla corrente si è spiaggiato nel centro del fiume, qualche vecchio battello da pesca affondato negli anni scorsi, riemerso quasi a voler portare anche la sua testimonianza in questo particolare e difficile momento che il Po sta attraversando.

“Ricordo certamente altri momenti di secca, ma il livello del Po così basso non l’avevo mai visto e sono davvero molto preoccupato - racconta Giancarlo, 84 anni, che da sempre vive il Po e le chiatte ormeggiate lungo il corso altopolesano del fiume - I problemi e le ripercussioni dovuti a questa situazione sono sicuramente più di uno e tutti assolutamente importanti: la difficoltà ad irrigare i campi, la risalita del cuneo salino che darà problemi agli impianti di depurazione degli acquedotti, l’acqua salata che nel Basso Polesine entrerà nelle falde sotterranee che avranno bisogno di molti anni prima di ritornare utilizzabili, il raffreddamento delle centrali idroelettriche, la navigabilià, ma dobbiamo pensare anche all’ecosistema, ai pesci rimasti intrappolati nelle lanche e nelle buche che saranno costretti a morire e alla vegetazione che normalmente consente alle piante presenti lungo le sponde, di rinforzare le golene e gli argini con le loro radici”.

La ricaduta di questa siccità “durerà purtroppo per molto tempo e se anche dovesse piovere nei prossimi giorni, la cosa non cambierebbe assolutamente nulla. Il problema è a monte - spiega ancora - la neve in montagna è completamente sparita, i ghiacciai si stanno consumando e nemmeno tanto lentamente, le temperature sono sempre più alte della media e non piove oramai da mesi. Ho letto da qualche parte che il Po non aveva una portata così bassa da almeno 70 anni - conclude - Ho paura che la situazione continuerà a peggiorare almeno per tutta l’estate”.

Le previsioni meteo, poi, non promettono un allentamento del caldo, anzi i prossimi giorni saranno roventi, con temperature africane che supereranno i 35 gradi anche in Polesine. E l’estate inizia soltanto domani...

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