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Persi quasi tre studenti su cento

Nonostante un calo, il Polesine ha una dispersione scolastica doppia rispetto alla media veneta

Persi quasi tre studenti su cento

Nonostante un calo, il Polesine ha una dispersione scolastica doppia rispetto alla media veneta

Dispersi e bocciati. Anche sul fronte scolastico Rovigo è ultima della classe in Veneto, ma quest’anno il dato è davvero pesantemente insufficiente. Perché il Polesine, nonostante una lieve flessione della quota di studenti che hanno interrotto la frequenza a scuola, dal 2,84% al 2,64% nell’anno scolastico 2023/2024, ha ora un tasso di dispersione doppio rispetto alla media regionale, scesa all’1,33% dall’1,56% dell’anno precedente. E questo significa giovani usciti prematuramente dal sistema di formazione, con tutto quello che ne consegue.

Fra l’altro, Rovigo è anche all’85esimo posto nella classifica italiana per Neet, acronimo di “Not in Education, Employment or Training”, ovvero i giovani tra i 15 e i 29 anni, che non lavorano e non studiano, che qui sono quasi un quarto del totale, ben il 23,4% secondo i dati Istat riferiti al 2022.

A scattare la fotografia della dispersione scolastica è il consueto rapporto dell’Ufficio Scolastico Regionale. Per capire la distanza dalle altre province del Veneto nelle interruzioni di frequenza, la penultima provincia è quella di Venezia, che si attesta all’1,37%, praticamente sulla media regionale.

Andando a vedere il dato suddiviso per tipologia di scuola, emerge come il grosso dell’emorragia sia negli istituti professionali. Tuttavia, la media regionale, di un tasso di interruzione di frequenza del 2,53%, esplode al 6,19% in provincia di Rovigo con la seconda provincia per tasso di abbandoni nei professionali che è Padova, con “solo” il 2,65%. Un dato altissimo, quasi uno per classe, comunque in diminuzione rispetto al dato rilevato nell’anno scolastico 2021/2022 che si attestava al 6,54% e a quello del 2022/2023 pari all’8,12%.

Va evidenziato che in Polesine la fetta maggiore di iscritti è assorbita dagli istituti tecnici, ben il 40%, esattamente come nella provincia di Venezia. E, nei tecnici, il tasso di abbandono in Polesine è l’1,93%, anche in questo caso il più alto della regione che ha una media dell’1,33%, con la seconda provincia per dispersione nei tecnici che è Venezia con 1,73%. Anche per quanto riguarda i licei, la percentuale di dispersione in Polesine è la più alta del Veneto, praticamente doppia, con l’1,61% rispetto allo 0,87% medio regionale. Ed è sempre Padova a seguire in classifica con il secondo tasso più alto di interruzione di frequenza nei licei, comunque al di sotto dell’1%, lo 0,99%.

Un quadro, quindi non certo esaltante per la scuola in Polesine, che si completa con quello delle bocciature. In questo caso, però, non è Rovigo a primeggiare. La quota di non ammessi alla classe superiore, dalla prima alla quarta, vede infatti in testa Belluno con il 6,23% per quanto riguarda i licei, con la media regionale al 4,96% e Rovigo al di sotto con il 4,51%, terza percentuale più bassa dopo Vicenza con 4,10% e Padova con 4,34%, mentre per gli istituti tecnici svetta Treviso con l’11,44, con Rovigo in questo caso al terzo posto con l’11,03% dopo Venezia con l’11,12%, tutte sopra alla media regionale pari al 10,79%. Infine, nei professionali il tasso medio regionale di bocciatura è 9,07%, con Rovigo che si attesta invece al di sotto con l’8,97%, dietro a Belluno con il 7,31%, Vicenza con l’8,22% e Venezia con l’8,49%. Complessivamente, gli esiti negativi finali comprensivi sia delle non ammissioni alla classe successiva sia del non superamento dell’esame di Stato registrano percentuali maggiori nelle province di Treviso, 7,36%, e Venezia, 7,35%. Il numero degli studenti non ammessi agli scrutini di giugno, quinte escluse è pari al 5,68%.

In Polesine è poi decisamente più alta della media veneta la quota di non scrutinati, perché hanno frequentato per meno di tre quarti dell’orario scolastico annuale, anche se complessivamente la percentuale più elevata è in provincia di Venezia, il 2,42%, seguita dalla provincia di Verona con l’1,73%. A Rovigo è l’1,65% rispetto a una media regionale dell’1,58%, con un riavvicinamento visto che nel 2022/2023 il dato polesano era stato più alto, l’1,86%, e quello regionale, invece, più basso, l’1,55%.

Fra ragazzi e ragazze non c’è gara, con i primi che assorbono l’64,3% di bocciature. Qual è il periodo più “critico” per gli studenti? Secondo il rapporto è il biennio delle superiori, con la più alta quota di non ammissioni alla classe successiva. E la materia più “critica”? La risposta a questa domanda la sanno un po’ tutti: la matematica si conferma infatti la disciplina con la percentuale maggiore di sospensioni del giudizio, il 49,88%, in aumento del 26% rispetto al 2021/2022. Per le altre materie la sospensione del giudizio riguarda per il 18,16% la lingua inglese, per il 13,94% la fisica, per il 10,11% lingua e letteratura italiana e per il 6,04% storia.

“I dati attestano - si rimarca dall’Ufficio scolastico regionale - la necessità di continuare nelle azioni di prevenzione e contrasto della dispersione: è necessario attuare azioni di potenziamento dei livelli nelle competenze di base di italiano, matematica e inglese prevedendo l’adozione di metodologie didattiche innovative; attuare metodologie didattiche finalizzate a personalizzare e individualizzare i percorsi di apprendimento degli studenti; lavorare sull’orientamento in particolare nel passaggio tra primo e secondo ciclo e sul riorientamento; adottare politiche di sostegno ai contesti familiari in situazione di fragilità a garanzia del diritto sostanziale all’eguaglianza e del diritto allo studio”.

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