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porto tolle
10.02.2026 - 12:06
Non è ancora il ritorno ai livelli produttivi precedenti alla crisi, ma i primi segnali di ripresa iniziano a vedersi. E’ questo il quadro tracciato da Paolo Mancin, presidente del Consorzio cooperative Pescatori del Polesine di Scardovari, che fa il punto sull’andamento della stagione e sui progetti in corso per il settore.
Uno dei risultati più incoraggianti riguarda la sperimentazione dei recinti e dei teli per l’allevamento delle vongole veraci, una soluzione adottata per contrastare gli effetti della crisi e la presenza del granchio blu: “La sperimentazione è andata abbastanza bene nonostante tutte le difficoltà di manutenzione - spiega Mancin - e siamo riusciti a produrre circa 350tonnellate di vongole, anche se non tutte le cooperative sono riuscite ad andare in produzione”. Un risultato reso possibile anche grazie all’impegno del Consorzio, che ha fornito strumenti e sostegni economici alle cooperative. In particolare, sono stati destinati 1milione e 600mila euro per l’acquisto di semi di vongole, suddivisi proporzionalmente tra le diverse realtà. Nei giorni scorsi è stato inoltre deliberato l’ampliamento delle aree dedicate a questo tipo di allevamento, che passeranno da 50 a 70 ettari. L’obiettivo è quello di raddoppiare nel 2026 la produzione del 2025, pur restando lontani dalle circa 6mila tonnellate raggiunte nel 2023: Non è un ritorno ai redditi pre-granchio - precisa Mancin - ma al momento è l’unico modo per continuare a fare un po’ di vongole veraci”.
A frenare ulteriori sviluppi è soprattutto la carenza di aree adatte, legata ai ritardi negli scavi di vivificazione. Su questo fronte il Consorzio guarda con fiducia ai progetti in arrivo: attraverso un contratto di filiera finanziato con fondi Pnrr partiranno interventi di scavo nella Sacca di Scardovari e nella Laguna del Canarin, per un valore di quasi 4 milioni di euro, interamente finanziati. Accanto alle difficoltà, non mancano però le notizie positive. Nel 2025 si è registrato il raddoppio della produzione di ostriche. Oltre all’ostrica rosa, stanno ottenendo un buon riscontro di mercato anche due nuovi marchi, Ostra Bora e Cuore del Delta, per i quali è prevista un’importante espansione delle aree di coltivazione.
Un comparto che, sottolinea il presidente, ha il vantaggio di non risentire degli attacchi del granchio blu. Buono anche l’andamento delle cozze Dop sul fronte dei prezzi, nonostante una diminuzione della produzione dovuta alle consuete criticità: l’aumento della temperatura dell’acqua e la presenza del granchio, che rendono questo allevamento più esposto al rischio. Nel 2025 sono stati raccolti circa mille quintali, con semine più abbondanti per l’anno in corso, anche se, ricorda Mancin, “i conti si fanno sempre alla fine della raccolta”.
Le cozze restano comunque un prodotto molto richiesto, sia dai grossisti sia dai consumatori diretti, soprattutto nei mesi primaverili ed estivi.
Sul fronte del granchio blu, il Consorzio sta lavorando anche alla valorizzazione commerciale della specie: “Abbiamo diversi progetti in corso per la lavorazione - spiega Mancin - e stiamo valutando quali possano essere i più ottimali ed economicamente sostenibili”. Nel frattempo, la pesca è temporaneamente ferma per ragioni stagionali legate alle temperature.
Il bilancio complessivo resta dunque prudente: “Il 2025 è stato un anno buono, ma tutto ridimensionato. Non si può dire che la crisi sia superata, né che siamo tornati ai livelli precedenti al 2023. Stiamo cercando di resistere, senza mollare le eccellenze che alleviamo e produciamo”.
Tra i temi più sentiti dal Consorzio c’è anche la tutela del territorio. Mancin ribadisce la netta contrarietà alle trivellazioni: “Abbiamo già dato e continuiamo a dare con il territorio che cala. Nel 2020 abbiamo perso tutte le cavane e le abbiamo dovute rifare più alte, perché il livello dell’acqua è salito. Negli allevamenti vediamo sempre più chiaramente questi fenomeni”. Il Consorzio si dice disponibile a partecipare a iniziative e manifestazioni per esprimere questa posizione.
Nonostante le difficoltà, il presidente invita a guardare al futuro con determinazione: “In cinquant’anni di storia il Consorzio è sempre cresciuto, con alti e bassi, ma una crisi come questa non si era mai vista. Però stiamo resistendo”.
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