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rovigo
23.02.2026 - 18:00
Il carcere minorile, nel cuore della città, da oggi ha preso a funzionare con l’arrivo dei primi giovanissimi detenuti nell’ala già ristrutturata dell’ex casa circondariale di via Verdi. In attesa dell’ultimazione dei lavori, appaltati nel dicembre 2020 per 8,6 milioni, iniziati a ottobre 2021, con una durata prevista di 645 giorni, poi raddoppiata, così come sono stati necessari altri 3,5 milioni stanziati a gennaio 2022 per far fronte ai maggiori costi, ha aperto le porte delle sue nuovissime celle ai primi cinque ospiti.
E’ stato lo stesso sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari, ad annunciare con enfasi: “Entra ufficialmente in funzione l’Istituto penale per minori di Rovigo. La struttura accoglierà i primi 5 detenuti, segnando un passaggio concreto per il sistema della giustizia minorile nel nostro Paese e, in particolare, in Veneto”. A regime, la struttura ospiterà 31 ragazzi “ difficili”, dai 14 ai 18 anni, ma anche i cosiddetti “giovani adulti”, quelli che hanno commesso reati da minorenni e che possono permanere nelle strutture per minori fino ai 25 anni. Il personale che lavorerà all’interno, già “arruolato”, supera le 50 unità. La sua configurazione architettonica lo rende assolutamente all’avanguardia grazie agli spazi previsti per attività formative e professionalizzanti. “Un luogo che coniuga perfettamente l'esecuzione della pena con la rieducazione”, aveva detto proprio Ostellari il giorno del taglio del nastro.
“Questo progetto complessivo di riorganizzazione - rimarca il sottosegretario - prevede anche la contestuale dismissione dell’istituto di Treviso, struttura ereditata dai governi precedenti, che sarà destinata a un nuovo utilizzo per gli adulti. Con questo Governo le cose si fanno davvero. Avevamo annunciato che il Veneto avrebbe avuto una nuova struttura moderna ed efficiente per la giustizia minorile, e oggi quell’impegno diventa realtà”. Se Treviso festeggia per la notizia, per Rovigo si tratta di una nuova ingombrante presenza non salutata con giubilo, bensì con malcelata preoccupazione, vista anche la posizione centralissima. Una nuova sfida per la città.
Sul tema interviene il candidato del centrodestra alle suppletive, il leghista bresciano Alberto Di Rubba: “Quando la Lega governa - rimarca - gli impegni presi si trasformano in opere e le opere in opportunità per il territorio. L’avvio operativo dell’Iistituto penale di Rovigo è la dimostrazione concreta di questo metodo. Grazie al ministero delle infrastrutture e dei trasporti, guidato con sensibilità e determinazione da Matteo Salvini, e al lavoro del sottosegretario Andrea Ostellari, si passa finalmente dalle parole ai fatti, rafforzando il sistema della giustizia minorile con una struttura moderna, sicura e adeguata. Contestualmente, la dismissione dell’istituto di Treviso, lasciato in eredità dalla sinistra, sarà destinato a un nuovo utilizzo per gli adulti. La nuova realtà di Rovigo rappresenta un investimento concreto nella rieducazione e nel recupero dei minori. In un momento storico segnato da fenomeni di crescente disagio giovanile e dalla diffusione delle baby gang, lo Stato deve essere presente, autorevole e capace di offrire percorsi educativi seri, affiancando le famiglie e responsabilizzando i ragazzi. E’ questa la differenza tra gli annunci e i risultati: trasformare le promesse in fatti concreti, rafforzando la credibilità delle istituzioni sul territorio”.
Ostellari aggiunge: “La nuova struttura, inaugurata l’8 gennaio alla presenza, tra le altre istituzioni, di Alberto Stefani e Luca Zaia, si estende su una superficie complessiva di circa 7mila metri quadrati, di cui 4mila destinati agli immobili e 3mila alle aree esterne. Gli spazi comprendono aree verdi, una palestra esterna e campetti per le attività sportive, con l’obiettivo di coniugare sicurezza, funzionalità e percorsi educativi”.
L’Istituto penale per minori del Triveneto, commenta ancora Ostellari, “rappresenta un investimento concreto che coniuga l’esigenza di sicurezza in progetti di rieducazione dei giovani, con spazi nuovi e adeguati. Un plauso al lavoro del dipartimento per la giustizia minorile con a capo Antonio Sangermano e al ministero delle infrastrutture e dei trasporti guidato da Matteo Salvini per il contributo determinante alla realizzazione dell’opera”.
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