Cerca

VENETO

Stefani ai dg: “Siate i sindaci della sanità”

Dieci gli obiettivi del nuovo corso: “Attenzione al paziente, tecnologia e non chiudetevi in ufficio”

VENEZIA - Come sindaci della sanità, in continuo contatto con il territorio e con gli amministratori del Veneto “una rete straordinaria su cui poter contare per raccogliere segnalazioni, anche critiche, nell’ottica di migliorare”.
Il mandato dei mandati del presidente Alberto Stefani ai direttori generali di nuova nomina, nella cerimonia ufficiale di ieri a Palazzo Balbi, è di “non chiudersi in ufficio ma di scendere in mezzo alla gente”.


E con i 13 dg delle Ulss territoriali, delle aziende ospedaliere venete, dello Iov e di Azienda Zero il governatore ha firmato ieri il “Patto con i sindaci della sanità”, in cui i manager si impegnano a raggiungere 10 obiettivi, elencati dall’assessore alla Sanità Gino Gerosa. Tra questi: l’attenzione ai pazienti, alla tecnologia, la promozione, rafforzamento e valorizzazione dei progetti di telemedicina e teleconsulto; la promozione di strategie di rispetto dei tempi di erogazione delle prestazioni specialistiche; il potenziamento del rapporto ospedale-territorio per una presa in carico globale del paziente; il monitoraggio, l’attivazione e il funzionamento delle case di comunità; l’adesione, la promozione e il monitoraggio del progetto Pnrr “Casa come primo luogo di cura”, con l’attivazione di percorsi di assistenza domiciliare integrata e assistenza domiciliare integrata medica; l’individuazione di progetti di prevenzione delle cronicità, favorendo l’apertura e l’adesione alle “palestre della salute e promuovendo giornate dedicate agli screening; la promozione di campagne di informazione territoriali sul funzionamento e attivazione dei percorsi di telemedicina; l’avviamento, rafforzamento e valorizzazione di progetti per l’umanizzazione delle cure, di presa in carico del paziente oncologico con particolare attenzione ai terminali e alle cure palliative; la promozione della conciliazione vita-lavoro per il personale sanitario; l’attivazione di programmi di deblistering (sconfezionare i medicinali dal loro blister originale e riorganizzarli in dosi personalizzate), con un occhio particolare ai farmaci di nuova generazione.


“La sanità che vogliamo si compone di tecnologie moderne, professionalità spiccate, ma anche di forte umanizzazione”, ha sintetizzato ancora Alberto Stefani.


E ha aggiunto: “Il documento che abbiamo firmato con lo spirito di portare avanti un vero gioco di squadra – ha aggiunto Stefani – racchiude i principali obbiettivi assegnati ai direttori generali, ai quali auguro buon lavoro. Sono state scelte figure di prima fascia – ha spiegato – e di dichiarata esperienza. Dovranno lavorare su tanti fronti: dal rafforzamento della medicina territoriale, allo sviluppo tecnologico, dalla riduzione delle liste d’attesa alla capacità gestionale complessiva. La tecnologia, in particolare, dovrà essere sempre un alleato forte della sanità pubblica”.
Tredici manager di cui “solo” due donne, Patrizia Simionato (ex Ulss 5 che torna allo Iov) e Patrizia Benini (alla Ulss 6 Euganea), si poteva fare di più visti i 130 curricula arrivati? “Presto ci saranno le nomine dei direttori sanitari e dei direttori amministrativi, strategici per le aziende e vedremo delle percentuali diverse”, ha risposto Stefani. La sua speranza è che in questo cambio di territori (“cambiare aria fa bene”) le “buone pratiche sperimentate altrove siano di beneficio alla sanità veneta in generale. Credo nel lavoro di squadra e che l’eccellenza veneta sia estesa a tutto il territorio”.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400