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I ladri di rame depredano le tombe

Danni per migliaia di euro, rabbia e sconcerto

Un nuovo episodio di furto colpisce il territorio adriese, riaccendendo la preoccupazione per una piaga che, in questi ultimi giorni, interessa non solo i cimiteri ma anche le infrastrutture pubbliche.

A segnalare l’ultimo caso è Roberto Marangoni, presidente del gruppo Bontemponi, contattato da Doriano Bolzoni, cittadino di Bottrighe, la cui famiglia, insieme a quella della moglie, i Siviero, è stata vittima di un furto al cimitero della frazione adriese. Ignoti hanno sottratto portafiori in rame dalle tombe di famiglia, per un danno stimato intorno ai 3mila euro. La denuncia è stata presentata ai carabinieri nella giornata di oggi, mercoledì 15 aprile, successivamente i familiari si sono recati anche presso un rivenditore per quantificare con maggiore precisione il valore della refurtiva.

Il gesto assume un significato ancora più doloroso considerando il legame della famiglia Bolzoni con la memoria locale: tra i loro congiunti vi è infatti il caporale paracadutista Silvano Bolzoni, ricordato ogni anno il 4 novembre tra le vittime della tragedia della Meloria del 9 novembre 1971, in cui persero la vita 46 paracadutisti della brigata Folgore. Non si tratta di un caso isolato. Da tempo i cittadini segnalano episodi simili, favoriti, secondo quanto riportato, dalla scarsa illuminazione e dall’assenza di sistemi di videosorveglianza nelle aree cimiteriali. Richieste in tal senso erano già state avanzate in passato durante incontri pubblici con l’amministrazione comunale.

A confermare la gravità del fenomeno è anche il sindaco Massimo Barbujani, che parla di furti “periodici” messi a segno da malviventi che agiscono indisturbati, sottraendo rame da vasi, ornamenti e perfino dalle grondaie dei cimiteri. Un’attività che, sottolinea, si inserisce in un quadro più ampio di episodi analoghi sul territorio. Nelle ultime ore, infatti, si sono registrati furti anche agli impianti del Consorzio di bonifica Delta del Po, che ha segnalato danni per circa 120mila euro tra l’idrovora di Ca’ Giustinian e l’impianto irriguo di Goro.

Un tentato furto, nelle stesse ore, si è verificato anche all’idrovora di Mazzorno, dove sono state sfondate alcune finestre senza però che venisse sottratto materiale. “È una situazione triste - commenta il sindaco - perché questi soggetti agiscono sapendo di poter contare su un basso rischio di conseguenze. Anche quando vengono individuati, spesso non ci sono effetti concreti”. Da qui l’impegno, ribadito dall’amministrazione, a rafforzare i sistemi di videosorveglianza e i controlli sul territorio, nella speranza di arginare un fenomeno che colpisce non solo il patrimonio pubblico, ma anche il rispetto dovuto ai luoghi della memoria.

Tra l'altro, i furti di rame hanno colpito anche numerose altre idrovore in Bassopolesine, creando problemi per il funzionamento di questi impianti, fondamentali per la sicurezza idraulica del nostro territorio.

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