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L’open day

In 1.970 presi in carico dal Serd

I numeri dell'Ulss 5 sono preoccupanti

In 1.970 presi in carico dal Serd

Numeri dietro i quali si nascondono storie travagliate, fatte di ostacoli, di cadute e di riprese. Nel corso del 2025 sono state 1.970 le persone prese in carico dal Serd, il Servizio per le dipendenze dell’Ulss Polesana, che si articola nelle tre sedi di Rovigo, Badia Polesine e Taglio di Po, 37 meno del 2024, 161 in più del 2024. In netta prevalenza tossicodipendenti, 686, ma anche alcolisti, 462, tabagisti, 112, dipendenti da gioco, 78, senza contare i familiari e tutti gli utenti che devono seguire i percorsi dopo il ritiro della patente. In aumento tossicodipendenti, tabagisti e utenti del carcere nel Distretto 1, prese in carico in calo nel Distretto 2.

Numeri evidenziati ieri, nel corso dell’open day del Serd: “Un momento importante - spiega Valentina Pavani, direttore del Servizio Dipendenze - Siamo arrivati al quarto anno di questa iniziativa, nata con l’idea di aprire il nostro servizio, da sempre considerato un servizio chiuso, riservato a persone particolari, spesso anche contraddistinte da uno stigma che non dovrebbe esserci. L’idea è far conoscere le attività che facciamo a livello preventivo, riabilitativo, nell'inserimento sociale, e dare un riscontro alla cittadinanza anche di tutti i legami della rete che costruiamo con associazioni, cooperative, comunità”. E ieri erano presenti in tante, non solo quelle “di settore”, come Chirone, Comunità Solidarietà Delta, Acat, Ama e Terra che con l’Ulss Polesana porta avanti il progetto Metamorfosi di teatro terapeutico, ma anche Aido, Legambiente, Fiab, Mediterranea.

I numeri delle persone prese in carico, spiega, sono solo la punta dell’iceberg, perché si tratta di chi ha avuto la consapevolezza di dover intraprendere un percorso: “Fra i dipendenti da sostanze, quelli per eroina, che non è mai scomparsa, sono la maggioranza - aggiunge la dottoressa Pavani - anche se la cocaina è in realtà molto più diffusa, anche perché i prezzi si sono abbassati”.

Il direttore dei servizi sanitari dell’Ulss Polesana Marcello Mazzo ha ribadito: “Questo momento è un momento importante perché il Serd si apre alla comunità, abbattendo barriere ideologiche e culturali e mostrando come si lavora al Serd, quali sono gli ambiti di intervento, i professionisti e la valenza importante nell'ambito dell'azienda sociosanitaria. Il problema delle dipendenze invade la nostra società: dobbiamo attrezzarci, perché stanno crescendo. Perché non sono solo le dipendenze da sostanze, ma sono le dipendenze da comportamenti. C'è tutta la partita del gioco d'azzardo che sta mettendo a dura prova la nostra società, c'è tutta la questione delle nuove dipendenze sulle quali i servizi si stanno attrezzando e stiamo creando dei percorsi dei percorsi per avvicinare le persone, per trattarle e dare opportunità di cura che fino a qualche decennio fa erano impensabili. Al Serd non vengono trattate solo le dipendenze perché ci sono tantissime situazioni che riguardano il consumo problematico, l'abuso di sostanze e tutto quello che sta attorno alla dipendenza. I Serd stanno crescendo, la rete, per quanto riguarda il nostro territorio è sicuramente una rete importante. Ma è importante tutto quello che gira attorno al Serd. Perché un Serd da solo può fare molto poco, abbiamo bisogno di strette relazioni con quella che è la comunità, la società civile. Dobbiamo inserirci all'interno di percorsi di riabilitazione e il modo per farlo è anche questo, cioè offrire opportunità, conoscere altre associazioni, aprire le porte dei nostri servizi al terzo settore, alla cooperazione e solo in questo modo io credo abbiamo delle buone possibilità per le persone che hanno problemi di dipendenza”.

Presente alla mattinata, anche l’assessore alle partecipate del Comune di Rovigo Renato Campanile: “Ho portato il saluto dell’amministrazione - rimarca - e ho ribadito il valore di questo servizio, che per lavoro conosco bene dai tempi in cui si chiamava Sert, e della collaborazione con le istituzioni e con le associazioni. Il terzo settore è fondamentale per costruire una rete di supporto ed è il valore aggiunto della nostra società”.

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