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CULTURA

25 anni di teatro con la scuola

Martedì 21 alle 18 in Pescheria, l’inaugurazione della mostra fotografica, tra ricordi e emozioni

25 anni di teatro con la scuola

Una corda, un piccolo teatro e uno sfondo nero. E' questa la copertina, ma si potrebbe dire benissimo, la storia, di 25 anni al suon di scenografie, attori, copioni, costumi, trucchi; insomma, di teatro per e con i ragazzi. E a raccogliere l'eredità di un percorso che, prima di essere artistico, è formativo, il progetto e la nuova pubblicazione presentati ieri mattina nella sede della Fondazione Banca del Monte. Un concerto di collaborazioni nate dall'idea dell'associazione aps "Il Cortile degli Olivetani", insieme al sostegno della Fondazione, di restituire concretamente la lunga storia trascorsa tra le mura del Liceo Celio Roccati, attraverso il laboratorio teatrale. Non serve di certo rispolverare Manon Lescaut, Butterfly, la Tosca, per ritrovare grandi nomi e performance. Tante infatti quelle offerte e create dagli studenti messe in scena che ancora riscaldano il cuore.

Sono proprio infatti i loro ricordi – quelli degli ex interpreti, all'epoca studenti – a corredare il ventaglio di anni riportati nel libro "Su quel palco di tornerei" curato dalle docenti Mirella Boso, Monica Gallo e Rossella Moscatello con la prefazione dei sociologi Massimo Tosini, Maria Pia Gallo e la postfazione di Sofia Bisi. “Il libro verrà distribuito a tutte le biblioteche pubbliche e scolastiche del territorio provinciale a cura della Fondazione” ha sottolineato in apertura della presentazione stampa, il presidente Giorgio Lazzarini, aggiungendo: “Tutto questo vuole essere di esempio per i giovani, ma anche per tanti che vogliono impegnarsi nel sociale. Fare teatro nelle scuole è scegliere di fare un processo educativo”. Accanto alla presentazione ufficiale del volume, ha continuato Maura Bianco, presidente del "Cortile degli Olivetani", ci sarà anche l'inaugurazione della mostra fotografica, martedì 21 aprile alle 18 in Pescheria Nuova (visitabile fino al 25 aprile, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20).

“Questi 25 anni non sono stati solo un momento educativo in un laboratorio chiuso e finalizzato a se stesso, ma una vera e propria pedagogia del teatro aperta alla crescita dei ragazzi” ha annotato Bianco, seguita da Moscatello: “In tutte queste edizioni abbiamo visto passare tra i 250 e i 300 ragazzi”. Un posto di rilievo, è proprio il caso di dirlo, sul palco, lo hanno avuto anche le scenografie artigianali realizzate a mano. “Gli studenti hanno avuto modo di confrontarsi con l'uso dei materiali, dai più poveri come il cartone e il polistirolo, fino al legno. Un vero e proprio punto di incontro di competenze” ha commentato Boso insieme a Gallo: “Ciò che ha reso unico questo percorso fatto di passione e dedizione è stata anche l'inclusività e l'accoglienza, tutti i ragazzi avevano modo di confrontarsi, ognuno nel suo ruolo, prima che con il pubblico, con sé stessi”. Gli eventi continueranno sempre in Pescheria anche giovedì 23 aprile alle 17.15 don la tavola rotonda "Su quel palco ci tornerei! Come la scuola può essere teatro di crescita personale e di comunità" e sabato 25 alle 18 con l'intervento musicale del gruppo vocale "Le Bruit".

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