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Il freddo che cura

Nuova frontiera contro la spasticità

Il freddo che cura

All’interno dell’unità di neuroriabilitazione dell’Aoui prende forma una svolta terapeutica destinata a cambiare l’approccio alla spasticità, una delle conseguenze più invalidanti delle patologie neurologiche. Il centro, diretto dal professor Nicola Smania, introduce una tecnologia avanzata che punta a ridurre la rigidità muscolare senza ricorrere ai farmaci, affidandosi esclusivamente all’azione mirata del freddo.

La tecnica, denominata crioneurolisi, è stata avviata in Italia nel 2022 grazie al lavoro del gruppo coordinato dal professor Alessandro Picelli. Il metodo utilizza un dispositivo di alta precisione capace di intervenire direttamente sul nervo responsabile della contrazione anomala. Attraverso un ago, sulla cui punta si forma una micro-sfera di ghiaccio, il nervo viene temporaneamente “congelato”, riducendo in modo controllato l’impulso che genera la rigidità. Il risultato è un miglioramento significativo della mobilità e un controllo prolungato del sintomo.

La spasticità colpisce pazienti con esiti di ictus, traumi cranici, lesioni del midollo spinale, sclerosi multipla o paralisi cerebrale infantile. In questo contesto, la crioneurolisi rappresenta una risposta innovativa e meno invasiva, applicabile sia in età adulta sia pediatrica, con prospettive concrete di miglioramento della qualità della vita.

Il progresso raggiunto dal centro veronese si inserisce in una rete di collaborazione internazionale, sviluppata con il professor Paul Winston della University of British Columbia di Vancouver. Un contributo reso possibile da programmi accademici dedicati allo scambio scientifico, che hanno favorito l’introduzione della tecnologia e l’avvio di nuove linee di ricerca clinica.

Secondo Nicola Smania, la disponibilità di questa metodica testimonia una sinergia efficace tra università e struttura ospedaliera, capace di coniugare innovazione terapeutica e sviluppo scientifico. La crioneurolisi si integra infatti in un percorso riabilitativo ampio, che comprende trattamenti farmacologici mirati, tecnologie robotiche, realtà virtuale e soluzioni di teleriabilitazione.

L’attività del centro si distingue anche per un approccio multidisciplinare, supportato da specialisti della chirurgia funzionale e da strumenti avanzati per l’analisi del movimento. Un sistema complesso che ha consentito di realizzare circa mille trattamenti nell’ultimo anno, confermando un livello di specializzazione elevato.

Per Alessandro Picelli, la nuova tecnica rappresenta un ulteriore passo in un’offerta terapeutica già ampia e altamente qualificata. Un’evoluzione che colloca la struttura tra i riferimenti più avanzati, non solo a livello nazionale ma anche nel panorama internazionale.

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