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castelnovo bariano

"Nessuno vuol fare una moschea in paese"

L'allarme si ridimensiona istantaneamente, interviene anche la minoranza

"Vogliono realizzare una moschea in città"

La recente notizia della sistemazione della palestra della frazione di San Pietro Polesine per la creazione di un centro culturale, dove sarà organizzato un corso di alfabetizzazione della lingua italiana, rivolto soprattutto alle donne di origine marocchina (etnia molto rappresentata in Alto Polesine), ha scatenato un acceso dibattito  nei social con le accuse di molti cittadini, rivolte all’amministrazione comunale del capoluogo-Castelnovo Bariano, guidata dalla sindaca Monica Ferraccioli, di voler istituire una sorta di moschea per la pratica della preghiera islamica.

Nell’ambito delle contestazioni, a vestire i panni del “pompiere”, anche per chiarire un evidente malinteso di partenza, è il consigliere di minoranza, Federico Bonini, che apprezza l’iniziativa del Comune a favore della rappresentanza femminile straniera nel territorio comunale, respingendo l’idea che il progetto possa portare alla realizzazione di un cosiddetto “centro culturale islamico”, denominazione di molti luoghi di preghiera anche in diverse città del Veneto e del Paese-Italia più in generale.

Bonini puntualizza però che il costo complessivo dell’operazione, 200.000 euro, gli sembra eccessivo per un immobile, dove era già avvenuto un precedente intervento di manutenzione nel 2015. La suddetta cifra va ripartita in 150.000 euro, provenienti dai fondi del Gal (il Gruppo di Azione della provincia di Rovigo), mentre i restanti 50mila si devono all’Istituto di Credito Sportivo Culturale, che vanno invece messi a bilancio e restituiti. Il consigliere di minoranza specifica anche le diverse voci di intervento con 53.000 euro, dedicati alle opere esterne, mentre quasi 28.000 riguardano l’installazione di un ascensore, che potrebbe in realtà essere una sorta di pedana per il trasferimento delle persone con difficoltà motorie dal pianoterra al soppalco dell’edificio.

In questo senso, Bonini non risparmia all’amministrazione una frecciatina, relativa al fatto che ci si preoccupa di una simile apparecchiatura in questo contesto, mentre – nel plesso scolastico castelnovese – la scuola elementare ne è dotata, contrariamente alle attigue scuole medie. Proseguendo nella descrizione, 5000 euro vengono destinati all’acquisto di 4 panche in calcestruzzo e poco più di 2100 a cestini con posacenere. Infine, circa 4100 euro riguardano l’elettrificazione del cancello esterno, che è attualmente una sorta di ferrovecchio da sostituire, ma molto probabilmente vincolato dalla Soprintendenza.

"Tutte voci – spiega ancora Bonini – approvate in giunta, mentre al consiglio è stata riservata soltanto la votazione relativa all’accensione del mutuo con l’istituto di credito sportivo culturale. Secondo il consigliere di minoranza, in un bilancio piuttosto risicato come quello del comune di Castelnovo Bariano, un intervento del genere va ad incidere in modo significato, concentrandosi su una realtà, a cui si poteva preferire – per esempio – la riqualificazione della sala civica di San Pietro, che avrebbe comportato ben altri sforzi finanziari. Intanto, il forum nei social (come facebook) non si placa: nella vicina Castelmassa, l’istituzione di un luogo di preghiera, gestito dall’Associazione Fraternità dell’Alto Polesine, collocato dietro una dismessa e storica attività commerciale, avrebbe addirittura provocato disdette da parte di persone, che avevano acquistato appartamenti in un condominio, di recente edificazione, collocato proprio dall’altra parte della strada, che guarda le saracinesche abbassate dell’ex negozio cittadino".

A San Pietro - come ricordato - sono i rappresentanti politici in primis a smorzare i toni e ad escludere che l’obiettivo sia creare una sorta di moschea, luogo di culto per la cui istituzione - in realtà - servono procedure ed autorizzazioni, che prevedono un iter particolarmente complesso e laborioso. Il corso di lingua italiana per donne straniere, già sperimentato con successo una prima volta, rimane un’iniziativa culturale e sociale di indubbio valore (è la valutazione unanime e trasversale), anche se – secondo la minoranza in comune a Castelnovo – non va inserita nel contesto di un progetto di ristrutturazione immobiliare, giudicato “fuori budget” per le casse comunali".

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