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La moneta di Rovigo Serenissima

Lorenzo Palanca: “Risale al 1484, offre nuovi spunti per la ricostruzione di quel momento storico”

La moneta di Rovigo Serenissima

Ne esistono solo tre conosciute. Re Vittorio Emanuele III, da buon “Roi numismate” ce l’aveva nella sua collezione privata, una si trova al museo Correr di Venezia, un'altra la stringe orgogliosamente nelle mani Lorenzo Palanca, il giovane polesano collezionista numismatico che ora, nel suo monetiere che conta circa 300 pezzi, può aggiungere fieramente l'unica moneta mai realizzata appositamente per la città di Rovigo. E la linea del tempo scorre velocemente indietro: siamo nel 1484. “Annus horribilis” per il Polesine estense poiché, al netto della pace di Bagnolo Mella (Brescia), tutto il territorio passò direttamente sotto la reggenza della Serenissima, per l'inizio di un'epoca poi a scatti ripresa e interrotta definitivamente relegata a territorio di confine e non più cocapitale estense del ducato. Per l'occasione, sotto la reggenza del provveditore Giovanni Marcello, la Repubblica fece coniare una piccola moneta celebrativa a ricordo dell'annessione, un quattrino destinato alla circolazione breve probabilmente diffuso sia per esigenze economiche che amministrative.

Rappresenta una delle più rare e significative testimonianze numismatiche legate alla storia della città. Si tratta, allo stato attuale delle conoscenze, dell'unica moneta mai emessa specificamente per Rovigo, rendendola un unicum di eccezionale valore storico e collezionistico”, afferma il ventenne Palanca. “Ciò che rende ancora più straordinaria questa moneta - continua - è la sua estrema rarità: gli esemplari conosciuti sono pochissimi, circostanza che lascia ipotizzare una tiratura molto limitata o una breve fase di utilizzo. Per questo motivo, ogni nuovo esemplare individuato assume un'importanza fondamentale per gli studi numismatici”. Nello specifico, la moneta ritrae, da un lato, San Bellino martire, patrono della diocesi, dall'altra il Leone di San Marco in “moleca”. “Della collezione che ho, tra monete del Regno d'Italia e Pio IX, e quella della rifondazione del duomo cittadino, questa è senz'altro la più ricercata” continua il giovane, notando: “Permette di approfondire aspetti legati alla tipologia, allo stato di conservazione e alle caratteristiche della coniazione, offrendo nuovi spunti per la ricostruzione di quel momento storico”. Perché si sa, la storia è fatta di uomini, certo, ma anche da quel motore che muove l'economia di ogni tempo; che siano nuove o antiche, sempre monete.

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