Cerca

papozze

Riempito un camion di rifiuti

La grande impresa dei volontari per l'ambiente

Riempito un camion di rifiuti

Cinque tonnellate di rifiuti raccolti, l’equivalente di un camion pieno. E’ il bilancio della passeggiata ecologica promossa da Plastic Free lungo gli argini di Papozze, dove, domenica scorsa volontari e cittadini si sono trovati di fronte a una situazione che il referente locale Luca Vigna definisce senza mezzi termini “deludente”.

A emergere è un quadro di abbandono diffuso: plastica, bottiglie, gomme, cerchi e persino ricambi di auto, anche nuovi. Tra le ipotesi avanzate, quella di privati che svuotano garage, anche di altre persone, trattenendo ciò che è utile e scaricando il resto nell’ambiente. “Abbiamo trovato anche sacchi interi di vestiti che profumavano ancora di detersivo e diversi mobili”, racconta Vigna.

Alla giornata hanno partecipato circa venti volontari di tutte le età, alcuni arrivati anche da fuori città, in particolare da Padova. Presenti anche tanti giovani e alcuni referenti del Wwf. “Ringrazio davvero tutti per aver contribuito - commenta - ed essersi spesi in recuperi a volte anche non facili e decisamente faticosi, date le dimensioni degli oggetti e la loro posizione decisamente non semplice. Ringrazio ancora una volta l’amministrazione comunale, domenica rappresentata dal vicesindaco, ed Ecoambiente per il supporto in tutte le operazioni”.

L’intervento si è concentrato lungo l’argine. Obiettivo ripulire prima dell’avvio degli sfalci, per evitare che i rifiuti vengano triturati e dispersi ulteriormente nell’ambiente. L’area oggi è ripulita ma continua però a essere oggetto di abbandoni selvaggi. Tra i rifiuti, infatti, sono stati raccolti anche diversi cartoni di birra e imballaggi alimentari lasciati, probabilmente, da qualche pescatore che ha usato la piccola spiaggia per qualche momento di svago, lasciando dietro di sé una traccia umana che parla nettamente di maleducazione. “Sono zone di tutti - continua Vigna - andrebbero rispettate, non maltrattate in questo modo”. Non sono mancati ritrovamenti insoliti, come pezzi di una macchinetta proveniente da una lavanderia a gettoni, forse frutto di un furto o forse semplicemente di un tentativo di sbarazzarsi di un oggetto scomodo da smaltire.

“Il dramma è che noi puliamo, ma domani troveremo ancora rifiuti abbandonati”, osserva Vigna, sottolineando come, nonostante la zona sia relativamente contenuta come dimensione, e quindi gestibile, ogni intervento, anche a distanza di poco tempo, porti alla luce nuovi rifiuti.

Secondo il referente, la presenza di aree isolate favorirebbe lo scarico illecito: “Avendo un’oasi libera, alcuni arrivano con i camion e scaricano in punti nascosti. Erano state installate anche fototrappole, ma il problema resta legato alla difficoltà di individuare i responsabili, che devono essere colti in flagranza”. Da qui l’appello finale: “I nostri argini, le nostre spiagge, la nostra oasi sono luoghi che tutti dovrebbero poter fruire liberamente. Vedere che vengono trasformati in discarica, è veramente avvilente”.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400