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VENETO

Tappeti e brindisi per una serata da ricordare

Salvatore Di Sarno protagonista a Cortina per la nuova collezione di Dsv carpets

Salvatore Di Sarno protagonista a Cortina per la nuova collezione di Dsv carpets

Alcuni momenti del vernissage a Cortina

La storia, nella notte de tempi, si perde nel rintracciare l’origine di quei beni di cui tutti, prima o poi, veniamo in contatto. Dalì sosteneva che un buon tappeto “dev’essere sempre intonato alle palpebre”. Azzardo forse, senz’altro però verità lusinghiera, dato che veramente un tappeto può diventare occhio, ancor di più sguardo della moda, degli stili, del mutamento più intrinseco della società. E questo lo sa bene Salvatore Di Sarno, titolare della società D.S.V.CARPETS SRL, protagonista, sabato 4 aprile, del vernissage tenutosi nello showroom in via Largo delle Poste 23, uno dei due punti italiani, dopo Caserta, dove entrare in contatto direttamente con secoli di arte tessitoria, un vortice armonioso che strizza l’occhio anche alle novità del design moderno offrendo servizi di altissimo livello.

Alla serata, organizzata dall’international pr, Paola Mazzuccato Fossati, c’erano tutti - dalla sfilata di invitati di alto rango, fino ai più fini imprenditori e intenditori del mercato italiano e internazionale - per ammirare da vicino la nuova collezione di tappeti di design, ma anche antichi e addirittura arazzi da trame e orditi di impareggiabile maestria. Una passione nell’arte del vendere e del ricercare le più alte maestranze per offrire prodotti <strong=rari< strong="">, anzi, unici, che, da oltre sessant'anni, anima la famiglia Di Sarno. “Sono figlio d’arte, da più di 39 anni mi occupo del settore nel quale lavoro. Un mondo che ho imparato a conoscere già dai 19 anni, prendendo il testimone che mi veniva passato” spiega il titolare, aggiungendo: “Molte sono state le sfide e tante continuano ancora oggi ma sempre ci contraddistingue la ricerca del meglio per la nostra fascia di clienti. Da anni collaboriamo con studi, architetti, designer, arredando ambienti e luoghi di grande pregio”.

Oltre ai pezzi, da 90, largo spazio è dato anche alle incursioni contemporanee: “È un po’ di tempo che puntiamo anche alla personalizzazione su commissione, tramite i contatti con gli esperti e gli artisti. L’utilizzo di filati di altissima qualità (come il puro cashmere, la pura alpaca e pura seta, pashmina e lana mohair, ma anche ortica e canapa), ogni tappeto diviene unico, raro, un investimento a lungo tempo” segue Di Sarno, spiegando anche i manufatti a mano esposti nella galleria bellunese. Tra questi, l’eccezionale tappeto mostrato per l’occasione, un raro Aubusson Napoleone III (Francia) dalle imponenti misure di circa 720x470 cm. Un vero e proprio pezzo di storia su fondo rosso con una medaglione a gocce centrale, in eccellente stato di conservazione. Ne hanno fatto da splendida cornice, anche i tappeti contemporanei in pura seta rivisitati in chiave moderna.

Come ha dimostrato il folto pubblico presente, molti sono gli scambi interculturali intessuti nel tempo. Con uno sguardo sul mercato, infatti, continua sempre il proprietario: “Se prima vendevamo a una fascia medio-alta, ora a quella prettamente alta-altissima. Il contraccolpo della situazione geo-politica mondiale lo abbiamo sentito più sul prezzo dei filati e sul relativo trasporto ma il mercato continua. La maggior parte dei tappeti antichi di solito sono acquistati da acquirenti americani”. Un mondo, insomma, fatto di trame ma anche di una manutenzione meticolosa: dai caveau di conservazione, fino ai trattamenti anti umidità, il lavoro è molto ma lo spirito è sempre lo stesso. Vigore, attenzione e cura, come nelle relazioni dimostrate nella serata di sabato, nell’accompagnare giorno dopo giorno chi, con un tappeto di pregio, apre un occhio sì, ma sull’eredità di un sapere umano antico, lungo, da custodire.

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