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lendinara
17.04.2026 - 19:27
Si sono spente le speranze di ritrovare vivo Luigi Chierzi, il settantenne residente a Lendinara di cui si erano perse le tracce dalla mattinata di mercoledì 8 aprile. Il corpo dell’uomo, classe 1953, è stato restituito dall'Adige nei pressi di Lusia nella serata del 16 aprile. Sul posto, dopo la segnalazione, sono immediatamente accorsi i vigili del fuoco, per le operazioni di recupero, i carabinieri, per avviare immediatamente tutti gli accertamenti del caso, e il medico del Suem 118, che altro non ha potuto fare che constatarne il decesso. Di recente, un altro corpo era stato recuperato dalle acque dell’Adige, in seguito identificato come quello di un altro uomo che risultava scomparso, questa volta da marzo.
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L’allarme era scattato immediatamente nel mattino mercoledì 8 aprile, quando i familiari, preoccupati da una comunicazione ricevuta, si erano rivolti alle Forze dell’ordine. Per giorni, i vigili del fuoco hanno coordinato le operazioni di ricerca lungo il corso dell'Adige, a partire dalla località di Ca' Morosini, dove si era localizzata l'ultima presenza prima della scomparsa. Le attività hanno visto impegnati i sommozzatori di Vicenza che hanno perlustrato il corso del fiume, coadiuvati dai droni e dall'elicottero dei vigili del fuoco, che hanno sorvolato la zona in varie occasioni. Fondamentale il supporto anche dei Carabinieri, della Protezione civile di Lendinara e delle Giacche verdi, che hanno battuto palmo a palmo gli argini. La prefettura di Rovigo aveva infatti attivato il piano provinciale per la ricerca delle persone scomparse.
Le speranze di ritrovare in vita Luigi Chierzi si sono però affievolite con il passare delle ore, con estenuanti giorni di angoscia per la famiglia, alla quale il fiume ha restituito almeno il corpo per poter mettere la parola fine all'attesa. La cittadinanza si stringe attorno al dolore della moglie Nazzarena e di tutta la famiglia Chierzi, che darà l'ultimo saluto a Luigi proprio oggi, sabato 18 aprile, alle 11 nel Duomo di Santa Sofia. “Sarà per sempre il custode della Madonnina di San Rocco - ha commentato il sindaco Zeggio - Penso alla sua famiglia unita, anche in questo momento di dolore. Senza dare alcun tipo di giudizio, ogni lezione di vita aiuta a capire quanto essere famiglia possa unire e faccia sopportare un po' di più il dolore. Ringrazio le Forze dell'ordine e anche i volontari che lo hanno cercato in questo periodo”.
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