VOCE
adria
17.04.2026 - 20:00
Quasi due ore di dibattito in consiglio comunale sulla petizione da oltre 700 firme contro la modifica alla viabilità in località Amolaretta. La petizione, promossa da Simone Visentini, titolare di un’attività della zona, chiede la sospensione del senso unico, l’apertura di un tavolo di confronto, la pubblicazione degli studi tecnici e la valutazione di soluzioni alternative per la messa in sicurezza dell’incrocio con via Monsignor Pozzato.
Ma il punto centrale dello scontro resta proprio il metodo. “Il cambiamento è arrivato repentino - ha osservato la consigliera di Fratelli d’Italia Sandra Passadore - e manca un quadro complessivo. Va bene intervenire sulla sicurezza, ma bisogna trovare un equilibrio con la fluidità del traffico e con le attività economiche”. Passadore ha evidenziato come alcune scelte, tra Amolaretta e via Guarnieri, rischino di creare “dinamiche poco virtuose” senza garantire risultati certi sul fronte della sicurezza.
Ancora più netto il consigliere Pd Giorgio Zanellato, che ha attaccato direttamente l’impostazione dell’amministrazione comunale: “E’ un modus operandi chiaro. Quando si sa che una scelta può creare problemi, si fa e poi si vede”. Il nodo, per Zanellato, è la cosiddetta fase sperimentale: “Ci è stato detto che è una sperimentazione. Ma cosa stiamo sperimentando? Quali sono i parametri? Quanto dura? E soprattutto: con cosa confronteremo i dati?”. Dubbi anche sull’efficacia della misura: “Non sono convinto che si sia risolto il problema. Anzi, ci sono persone che entrano comunque dal divieto, in contromano, creando situazioni ancora più pericolose”.
Sulla stessa linea il consigliere di Ibc Enrico Bonato, che ha parlato apertamente di una scelta portata avanti senza ascolto: “Parliamo di 700 firme raccolte in pochi giorni. E’ evidente che non si tratta di un intervento puntuale, ma di qualcosa che incide sulla vita quotidiana dei cittadini”. Bonato ha poi insistito sulla mancanza di trasparenza: “Le scelte vengono giustificate con numeri che però non vengono mai mostrati. Il piano del traffico continua a non essere disponibile”. E sul piano tecnico ha rilanciato: “Se è una sperimentazione, quali parametri userete per dire che funziona? Il rischio è spostare il problema, magari aumentando il traffico nei quartieri residenziali”.
Dal fronte della maggioranza, l’assessore alla viabilità Giorgio D’Angelo ha replicato su uno dei punti più contestati, chiarendo che il piano del traffico è ancora in fase di definizione: “Lo studio Puam lo sta completando, quando sarà pronto verrà portato in Consiglio”. Nel dibattito è emersa anche una proposta concreta: realizzare una rotatoria all’incrocio. Il consigliere Zanellato ha chiesto un impegno formale per avviare la progettazione e portare il tema in aula entro l’anno. A difendere con decisione la scelta è stato però il vicesindaco Federico Simoni, che ha riportato il tema al cuore della questione: “Quell’incrocio è oggettivamente pericoloso. E’ una strada ad alto scorrimento senza corsia di uscita. Non possiamo aspettare l’incidente o il morto per intervenire”.
Simoni ha anche ridimensionato l’impatto per gli automobilisti: “Parliamo di 100 metri in più. Se per aumentare la sicurezza devo fare due minuti in più, credo sia una scelta doverosa”. Più prudente il consigliere Lamberto Cavallari, che ha posto una domanda politica chiara: “La rotatoria è una priorità oppure no? Perché se non lo è, allora quella chiusura rischia di diventare definitiva”. E ha aggiunto: “Manca una visione complessiva. La città va avanti a interventi isolati, senza un vero piano del traffico”. Il sindaco Massimo Barbujani è intervenuto per rivendicare la scelta: “Ci sono dei numeri. E’ una questione di coscienza, non possiamo fare finta di nulla”. Il primo cittadino ha ribadito che il piano del traffico è in aggiornamento e che la soluzione adottata oggi è “la più facilmente realizzabile”, mentre sono già state date indicazioni per monitorare i flussi nella zona.
Nel corso della seduta sono intervenuti anche altri consiglieri, soprattutto dai banchi della maggioranza, in un confronto che a più riprese è degenerato in scontro aperto. Nonostante il lungo dibattito, la questione si è chiusa senza novità sostanziali. Resta confermata la linea dell’amministrazione: al termine della fase sperimentale verranno valutati i dati sui flussi di traffico per decidere il da farsi. L’ipotesi della rotatoria all’incrocio resta sul tavolo ed è, al momento, l’unico punto su cui si registra una convergenza tra le diverse posizioni. Si tratta però anche della soluzione più lunga da realizzare e più onerosa, e quindi difficilmente percorribile nel breve periodo.
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