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Hanno salvato vite: un premio agli eroi

Alice e Alberto, orgoglio della città

Hanno salvato vite: un premio agli eroi

Un momento emozionante ha aperto ieri sera la seduta del consiglio comunale di Adria. Prima dell’avvio dei lavori, l’amministrazione ha conferito due attestati di encomio ad due persone che si sono distinte per prontezza e professionalità.

A ricevere il riconoscimento sono stati Alice Mattioli, assistente di studio odontoiatrico di Adria, e il dottor Alberto Brolese, primario dell’unità operativa di chirurgia generale 2 e direttore del dipartimento chirurgico dell’ospedale Santa Chiara di Trento. Due storie diverse, ma accomunate dalla capacità di intervenire con lucidità e tempestività in situazioni critiche, facendo la differenza.

Alice Mattioli si è resa protagonista di un gesto tanto semplice quanto decisivo. Insospettita dall’assenza di una paziente a un appuntamento, ha deciso di contattarla telefonicamente. Dall’altra parte ha risposto il figlio di appena quattro anni. Restando al telefono con il bambino e intuendo la gravità della situazione, ha immediatamente allertato il 118, consentendo ai soccorritori di intervenire in tempo e salvare madre e figlio da un’intossicazione da monossido di carbonio.

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Nel conferire l’attestato, il sindaco Massimo Barbujani ha letto la motivazione ufficiale, esprimendo “il più vivo apprezzamento e la più sincera gratitudine” per aver dimostrato “elevato senso civico, prontezza di spirito e spiccata sensibilità umana”, cogliendo una situazione di grave pericolo e intervenendo con tempestività nell’attivazione dei soccorsi. Un intervento che ha contribuito “in modo determinante a garantire un esito positivo, salvando due vite umane e offrendo un esempio concreto dei più alti valori di solidarietà e servizio alla comunità”. Visibilmente emozionata, Alice Mattioli ha ricevuto il lungo applauso della sala, raccogliendo anche i complimenti dello stesso dottor Brolese, che ha voluto sottolineare il valore del suo gesto e della sua prontezza.

Il dottor Alberto Brolese, originario di Cavarzere, si trovava invece ad Adria dai parenti per le feste natalizie, quando è stato contattato con urgenza dall’ospedale di Trento per un intervento salvavita. Senza esitazioni ha raggiunto il capoluogo trentino percorrendo circa 200 chilometri, riuscendo ad arrivare in tempo nonostante il traffico, scortato da un’auto della polizia per arrivare in tempo. L’intervento, particolarmente complesso, si è concluso positivamente.

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Nel leggere la motivazione del riconoscimento, il sindaco ha parlato di un gesto “che rappresenta un esempio di altissima dedizione alla professione medica e autentico senso del dovere”, sottolineando come la scelta di mettersi immediatamente in viaggio testimoni “non solo competenza tecnica, ma anche disponibilità al servizio degli altri, anche a costo di sacrifici personali”. Il dottor Brolese ha ringraziato l’amministrazione e la città, ricordando il forte legame con il territorio, avendo vissuto per vent’anni a Adria, frequentando il liceo Bocchi Galilei. “Ho fatto semplicemente il mio dovere. Questo lavoro è prima di tutto passione e dedizione al paziente”. Un messaggio rivolto anche ai più giovani, in un momento in cui il settore sanitario vive una crisi di vocazioni. Due esempi concreti di competenza e umanità che l’amministrazione comunale ha voluto riconoscere pubblicamente, sottolineando il valore di gesti che, in modi diversi, hanno contribuito a salvare delle vite.

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