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la novita'
17.04.2026 - 13:00
Il primo sindacato italiano dedicato alla salute mentale nei luoghi di lavoro prende forma dall’iniziativa di Giacomo Spinadin, 27 anni, veneziano e laureato in psicologia. Un progetto che rompe gli schemi tradizionali della rappresentanza sindacale, introducendo un modello trasversale che mette al centro il benessere psicologico dei lavoratori, al di là di contratti e mansioni. L’idea nasce per rispondere a un vuoto evidente: l’assenza, fino a oggi, di una struttura capace di occuparsi esclusivamente delle fragilità mentali legate al lavoro.
Il contesto in cui si inserisce questa iniziativa è segnato da un cambiamento profondo nelle priorità dei lavoratori. Accanto alle rivendicazioni economiche, emergono con forza problematiche a lungo ignorate o sottovalutate. Il mobbing, i conflitti interpersonali, l’isolamento, lo stress cronico e il burnout rappresentano una realtà diffusa, spesso normalizzata negli ambienti professionali. A questi si aggiungono fenomeni più sottili ma altrettanto dannosi, come le micro-aggressioni, le dimissioni indotte e le molestie psicologiche o sessuali.
I dati confermano una crescente insofferenza: secondo Unobravo, circa l’80% dei lavoratori ha preso in considerazione l’idea di lasciare il proprio impiego a causa dello stress. Un segnale che riflette una trasformazione culturale, soprattutto tra le nuove generazioni, sempre meno disposte ad accettare il disagio come contropartita inevitabile del lavoro.
Spinadin, noto anche come Dultesio nel panorama artistico e digitale, rappresenta questa sensibilità emergente. Musicista e musicoterapeuta, vive a Chioggia dopo aver studiato a Padova, dove sta completando la magistrale in Psicologia del Lavoro. La sua esperienza personale e formativa si intreccia con una riflessione più ampia sull’identità professionale. Racconta di essere cresciuto con l’idea che il lavoro definisca la persona, una visione che oggi viene messa in discussione da una generazione sospesa tra modelli culturali diversi, a cavallo tra Millennial e Gen Z.
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