VOCE
Dal 3 agosto 2026 le carte d’identità cartacee non saranno più valide, anche se formalmente non ancora scadute. Lo stabilisce l’applicazione del Regolamento europeo 1157/2019, che impone standard di sicurezza più elevati per i documenti di riconoscimento nell’Unione europea. La conseguenza è una transizione obbligata verso la Carta d’identità elettronica, la cosiddetta Cie, già adottata come nuovo riferimento nazionale.
Il motivo dell’anticipo della scadenza non è legato alla data riportata sul documento, ma all’assenza, nei vecchi libretti cartacei, della zona a lettura ottica richiesta dalle norme europee. Questo elemento, noto come Mrz, è considerato indispensabile per garantire controlli più rapidi e sistemi di identificazione più sicuri. I documenti privi di questi standard vengono quindi esclusi dalla validità a livello comunitario.
Il cambiamento riguarda una platea ancora ampia di cittadini. Tra i più esposti ci sono coloro che hanno rinnovato il documento tra il 2016 e il 2019, soprattutto nei piccoli comuni dove la transizione alla versione elettronica non era ancora completamente a regime. Attenzione anche per i cittadini iscritti all’Aire residenti fuori dall’Unione europea, che in molti casi possiedono ancora soltanto la versione cartacea rilasciata dagli uffici consolari, oltre a chi ha ottenuto il documento in forma d’urgenza per esigenze di viaggio.
Le amministrazioni invitano a non attendere la scadenza e a procedere per tempo alla sostituzione. Non è necessario che il documento sia già scaduto per richiedere la Cie. Per avviare la procedura servono una fototessera recente, il codice fiscale e la carta d’identità attualmente in possesso. La prenotazione deve essere effettuata presso gli sportelli anagrafici, evitando di presentarsi senza appuntamento.
In diverse città e comuni sono già stati attivati open day straordinari nel fine settimana per gestire l’aumento delle richieste e ridurre le attese. La Carta d’identità elettronica, oltre a sostituire il vecchio documento cartaceo, rappresenta anche il perno del sistema di identità digitale nazionale, destinato a integrarsi progressivamente con i servizi oggi basati su Spid.
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