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Crisi zucchero, via al ricollocamento

Bitonci e Pavanetto: emergenza legata al calo della barbabietola. Il comparto è sempre più fragile

Crisi zucchero, via al ricollocamento

Arriva dalla Regione Veneto il primo intervento concreto per affrontare le ricadute occupazionali della crisi dello zuccherificio di Pontelongo. Dopo lo stop alla campagna saccarifera, che ha lasciato senza impiego decine di lavoratori stagionali, è stato avviato il programma “IncontraLavoro” per favorire il ricollocamento temporaneo. Una misura che interessa da vicino anche il territorio di Porto Viro, dove risiedono diversi addetti impiegati nello stabilimento padovano, insieme a lavoratori provenienti da Adria, Loreo e Taglio di Po.

Il confronto si è tenuto nei giorni scorsi presso Veneto Lavoro, con la partecipazione dell'unità di crisi regionale, dei rappresentanti dell'azienda Coprob - Italia Zuccheri, delle associazioni agricole (Coldiretti, Cia e Confagricoltura) e delle organizzazioni sindacali. Al centro del tavolo la situazione dei lavoratori stagionali, circa un centinaio, che quest'anno non saranno richiamati a causa del fermo dell'impianto, legato alla riduzione della produzione di barbabietola sul territorio. A spiegare il quadro è l'assessore regionale allo sviluppo economico Massimo Bitonci: “La situazione presenta elementi complessi e non è dovuta a cause prettamente industriali, ma all'insufficiente produzione di barbabietola a livello regionale".

Per rispondere all'emergenza occupazionale, la Regione ha deciso di attivare il programma ‘IncontraLavoro’, già utilizzato in passato dai Centri per l'Impiego per favorire l'incontro tra domanda e offerta nel settore agricolo. “Era doveroso fornire una prospettiva a questi lavoratori - ha dichiarato il vicepresidente e assessore al lavoro Lucas Pavanetto -. Il programma parte subito nei territori di Padova, Rovigo e Venezia, con la collaborazione delle associazioni di categoria e dei sindacati". L'obiettivo è quello di offrire opportunità di impiego alternative, almeno temporanee, durante la stagione in cui normalmente gli stagionali sarebbero stati impegnati nella lavorazione dello zucchero.

La vicenda di Pontelongo si inserisce però in una crisi più ampia e strutturale del comparto bieticolo italiano. Oggi, infatti, in Italia restano soltanto due zuccherifici attivi, quelli di Minerbio e Pontelongo, entrambi gestiti da Coprob – Italia Zuccheri, a fronte dei 19 impianti presenti fino agli anni Duemila. La progressiva chiusura degli stabilimenti è stata determinata da diversi fattori: la fine delle quote europee sullo zucchero nel 2017, l'aumento della concorrenza internazionale, i costi elevati di produzione e la riduzione delle superfici coltivate a barbabietola. Negli ultimi anni hanno inciso anche i cambiamenti climatici e la minore redditività per gli agricoltori, che sempre più spesso scelgono colture alternative.

In questo contesto, la scarsità di materia prima diventa decisiva: senza barbabietole sufficienti, gli zuccherifici non riescono a lavorare a pieno regime e diventano economicamente insostenibili. L'attivazione del programma “IncontraLavoro” rappresenta quindi un primo passo per contenere gli effetti sociali della crisi, ma non risolve le incognite sul futuro dello zuccherificio di Pontelongo e dell'intera filiera bieticola.

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