VOCE
LUSIA
19.04.2026 - 21:48
A ottantuno anni da quel tragico 20 aprile che segnò per sempre la storia del Polesine, la comunità di Lusia si stringe attorno alla memoria delle sue vittime.
Anche quest’anno si è fatta memoria del drammatico bombardamento alleato che, nel 1945, rase al suolo il centro cittadino a pochissimi giorni dalla fine del secondo conflitto mondiale.
Quella che doveva essere un’operazione strategica per distruggere il ponte sull’Adige si trasformò in una catastrofe civile: 74 vittime e la quasi totale distruzione del patrimonio architettonico del paese.
Crollarono la chiesa, il campanile e il prestigioso palazzo Morosini, di cui oggi, a testimonianza del passaggio della guerra, resta in piedi soltanto una delle torri laterali.
Oggi, domenica 19 aprile, le celebrazioni sono state partecipate e sentite, in un percorso che ha unito la solennità del rito religioso alla forza della memoria storica. Al mattino è stata celebrata la messa alla chiesa dei Santi Vito e Modesto e a seguire si è tenuta la cerimonia civile al parco della Rimembranza. Qui è stata deposta una corona d’alloro ai piedi del basamento del vecchio campanile, sulle cui pareti sono incisi i nomi dei caduti, affinché il loro sacrificio non vada perduto.
E non poteva mancare la straordinaria apertura del Museo delle Memorie di guerra e di vita quotidiana, un’occasione per approfondire il contesto storico del conflitto attraverso reperti e testimonianze.
Il pomeriggio è stato invece dedicato alla cultura popolare proprio presso la suggestiva cornice della Torre Morosini, dove la compagnia teatrale I Lusiani ha portato in scena lo spettacolo “Ghe jera na volta a Lusia”, un racconto identitario che intreccia storia e dialetto.
Le celebrazioni si concluderanno ufficialmente oggi lunedì 20 aprile, giorno dell’anniversario, con un incontro dedicato alle nuove generazioni. Gli studenti delle scuole locali si ritroveranno presso la sala civica della biblioteca comunale per un momento di riflessione, affinché il testimone della memoria passi dai sopravvissuti ai cittadini di domani.
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