VOCE
APPROFONDIMENTO
19.04.2026 - 22:22
Non solo gas e energia. Il prezzo del diesel, costantemente sopra i 2 euro al litro, mette in ginocchio l’autotrasporto. Tanto che, secondo la Cgia di Mestre, 800 imprese venete del settore “potrebbero essere costrette a chiudere entro la fine dell’anno”.
“Non è solo una questione di rincari, è una crisi di sostenibilità finanziaria - dicono dalla Cgia - in un’azienda di trasporto media, il gasolio rappresenta circa il 30% dei costi operativi totali. Quando il prezzo del gasolio subisce impennate repentine, questo equilibrio si spezza. A differenza di altri settori produttivi, l’autotrasportatore opera spesso con contratti a lungo termine o tariffe fisse negoziate mesi prima. Se il carburante aumenta del 24% come è successo dall’inizio del conflitto nel Golfo, questo costo extra viene assorbito interamente dal trasportatore”.
E Confartigianato Polesine, con il suo presidente Marco Campion rilancia: “Non c’è solo il caro gasolio o il peso del fisco e del costo del lavoro a mettere in difficoltà il settore. Nel trasporto su gomma la competizione resta fortemente squilibrata e anche in Polesine i grandi committenti fanno sempre più ricorso a vettori stranieri. Gli autotrasportatori dell’Est Europa, infatti, riescono a offrire tariffe più basse grazie a un costo del lavoro nettamente inferiore, sia in termini salariali che contributivi. A ciò si aggiungono regimi fiscali più favorevoli, accise sul carburante spesso meno gravose e minori costi amministrativi”.
Un ruolo rilevante è giocato - per Campion - “anche dall’uso del distacco dei lavoratori, che consente di operare nei mercati occidentali mantenendo condizioni contrattuali del Paese d’origine. In alcuni casi emergono pratiche elusive, come il cabotaggio irregolare o il ricorso a società ‘scatola’, che aggirano i vincoli europei. Le imprese dell’Est - conclude Campion - beneficiano inoltre di una maggiore flessibilità operativa e di strutture di costo più leggere. Il risultato è una pressione competitiva molto forte sui prezzi, che penalizza i nostri autotrasportatori, costretti ora a subire dei rincari sul gasolio che li stanno spingendo definitivamente fuori mercato”.
In Veneto è Verona la provincia con il maggior numero di ditte del settore: sono 1.573 su 6.500 imprese venete. Seguono Padova con 1.504 e Treviso con 1.094. Rispetto a 10 anni fa, invece, è Belluno ad aver registrato la contrazione più elevata con 73 imprese perse, pari al 34% del totale; Seguono Treviso con una riduzione del 30% (468 imprese in meno), Rovigo con 155 imprese chiuse (il 28,9%) e Venezia con 354 in meno ( il 28,7%).
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