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LA STORIA

Università, “Qui si studia bene”

Alla scoperta del campus dell’ateneo di Padova. Il nostro viaggio tra le aule e i tanti servizi

Università, “Qui si studia bene”

Non serve andare negli States per trovare un campus in piena regola anche in Italia, e forse con sbigottimento di alcuni, anche a Rovigo. E non si tratta di un agglomerato di servizi ma piuttosto di un insieme coeso a misura di studente, pensato appositamente per fornire a 360 gradi l'emozione della vita universitaria nel pregio di un ambiente unico, lontano dal caos dei grandi centri ma vicino a tutto ciò che c'è di umano dietro lo studio. Sembra infatti più una grande lezione a cielo aperto - fatta di volti, caffè presi sedendosi sulle panchine davanti all'ormai famigliare “Cubo”, quattro chiacchiere sussurrate nella biblioteca - quella che l'Università di Padova, da ormai più di vent’anni, sta conducendo all'interno del Q200 Censer. Nell'area, oggi una fucina che scruta il passato rielaborandolo sui binari della sostenibilità sociale gestita per la maggior parte dalla Fondazione Cariparo (a partire dal 2021, socio di maggioranza del complesso) l'ateneo patavino ha scelto di investire, e continuare a farlo. “Rovigo non è un doppione. La filosofia è di non duplicare i corsi di studio erogati a Padova, qui non esistono corsi secondari ma solo esperienze complete che, dall'arrivo dello studente fino al termine della giornata, permettono di vivere appieno il campus universitario, la vita che ruota attorno allo studio” sottolinea Paolo Sambo, prorettore alle sedi decentrate UniPd, aggiungendo: “Da 25 anni lo storico ‘Cubo’ svolge attività didattica. Con il tempo ci siamo allargati sposando quello che è l'intento comune, ovvero, realizzare veri e proprio campus in cui i ragazzi possono stare tranquillamente. Rovigo è un bell'esempio che coniuga tutto questo, lo studentato, ad esempio, sorvegliato e custodito, rientra appieno in questo progetto, come la mensa convenzionata con Esu (l'ente per il diritto allo studio), e ancora le aule studio, una biblioteca in rete, quiet rooms e zone ristoro con tutto l'occorrente per scaldarsi il cibo in un ambiente comodo e che favorisce la convivialità”. Per gli amanti dei classici college, si potrebbe quasi strizzare l'occhio a un unicum, sicuramente a livello polesano e della bassa padovana: “Un capitolo lo merita infatti lo sport. Dal prossimo anno accademico – anticipa Sambo – partirà anche il corso di laurea in Scienze Motorie. Con l'incremento delle iscrizioni, vista la tanta richiesta, prevediamo di raggiungere, entro due-tre anni, il totale di 2000 studenti iscritti ai corsi erogati a Rovigo, 1500 sono gli attuali”. Sport e capoluogo rodigino, di fatti, non sono mai stati estranei, anzi. “La città è sempre stata nel pieno fermento sportivo. L'arrivo del corso significa portare anche innovazioni nel campus a partire dalla palestra già in fase di costruzione (che prevederà due zone, una per il gioco/corpo libero e l'altra per la sala pesi e attrezzi). Verrà gestita dal Cus (Centro universitario sportivo) di Padova ma sarà disponibile per tutti, non solo studenti. L'intento è metterla disposizione anche del territorio, specie con le realtà formative e le associazioni del settore”. E basta buttare un occhio dietro al Cubo per veder prendere vita anche alla piattaforma/campetto in via di ultimazione.

“Rovigo è bellissimo esempio di come l'università vorrebbe riuscire a operare” ha poi annotato il prorettore, spiegando come la stessa si inserisca, accanto all'ateneo di Ferrara, nel Consorzio università Rovigo (Cur): “Grazie alla collaborazione a più mani, con Fondazione Cariparo, il Cur, che fa da connettivo fra i due atenei che operano qui, ma anche attraverso l'amministrazione comunale e l'ente per il diritto allo studio di Padova (Esu) , qui si sta sviluppando qualcosa di grande”. Tra percorsi sanitari e laboratori d'eccellenza (come quello aerospaziale Comet e Tesi) 8 sono i dipartimenti attivi e tanti i corsi relativi: Diritto dell'economia, scienze dell'educazione, infermieristica, water and geological risk engineering, management dei servizi educativi e formazione continua. Ma, in fondo, la vera domanda è: perché studiare proprio a Rovigo? Sambo non ha dubbi. “Qui si studia bene. Si sono create negli anni le condizioni ottimali per studiare, per noi l'esperienza non si limita alle due ore in aula, ma a un intero campus a disposizione dello studente. La città permette anche un certo risparmio economico rispetto a costi che può presentare Padova o le altre realtà territoriali”, un plus aggiunto, insomma, perchè si sa, anche il seme più piccolo può diventare il fondamento di una foresta. Un bosco dove Q200 Censer dà linfa alle idee, anche quelle coronate d'alloro.

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