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veneto
20.04.2026 - 08:01
Un episodio dai contorni ancora da chiarire ha coinvolto nei giorni scorsi alcuni passeggeri del bus extraurbano numero 25 di Arriva Veneto, partito da Chioggia (Venezia). Al centro della vicenda la possibile presenza di una sostanza irritante, forse di natura corrosiva, rinvenuta su alcuni sedili del mezzo.
La segnalazione è partita da una studentessa ventenne, diretta a Venezia per sostenere un esame all’università Ca’ Foscari. Dopo essersi seduta, la giovane ha avvertito una sensazione di umidità sui jeans, senza tuttavia percepire odori particolari. Dopo aver contattato la madre, ha deciso di proseguire il viaggio. Solo una volta giunta a destinazione si è accorta che il tessuto dei pantaloni risultava danneggiato e che la pelle presentava lesioni localizzate. La ragazza si è quindi recata al pronto soccorso dell’ospedale all’Angelo di Mestre, dove è stata visitata e medicata. Il giorno successivo è stata sottoposta a ulteriori controlli da parte dei chirurghi plastici, che hanno riscontrato ustioni lievi, da monitorare.
Nelle ore successive è emerso che altri due passeggeri avrebbero riportato sintomi analoghi, con irritazioni cutanee compatibili con il contatto con una sostanza potenzialmente urticante. In questi casi, le cure sono state prestate al pronto soccorso dell’ospedale di Chioggia.
A seguito delle segnalazioni, è intervenuta la polizia di Stato, che ha avviato gli accertamenti. L’autobus è stato fermato presso il deposito di Borgo San Giovanni, a Chioggia, e messo a disposizione degli investigatori per le verifiche tecniche. Secondo quanto riferito dall’assessore comunale ai Trasporti Cristina Boscolo Zemelo, il mezzo non è stato posto sotto sequestro, ma è oggetto di controlli per individuare le cause dell’accaduto.
L’azienda e le istituzioni locali hanno attivato procedure di pulizia straordinaria e verifiche sui mezzi, mentre proseguono gli accertamenti per stabilire se si tratti di un gesto volontario o di un evento accidentale. Un ruolo importante potrebbe essere svolto dalle immagini del sistema di videosorveglianza installato a bordo degli autobus, che potrebbero contribuire a ricostruire la dinamica e individuare eventuali responsabilità.
La vicenda ha suscitato attenzione tra i pendolari che utilizzano quotidianamente il servizio, mentre le condizioni dei passeggeri coinvolti non risultano gravi. Le indagini sono in corso per chiarire l’origine della sostanza e le modalità con cui è entrata in contatto con i sedili del mezzo.
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