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Attenti a questa truffa

Il don si salva all'ultimo dallo "Spoofing"

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Un tentativo di truffa messo in atto con tecniche avanzate di manipolazione telefonica è stato sventato nei giorni scorsi a Vicenza grazie all’intervento tempestivo dei carabinieri. Vittima designata un sacerdote della provincia, che aveva ricevuto una richiesta di trasferimento di denaro per un importo complessivo di 24mila euro.

Il raggiro ha avuto inizio nella mattinata del 16 aprile, quando il religioso ha ricevuto un messaggio Sms apparentemente proveniente dal circuito bancario Nexi, contenente un avviso di sicurezza relativo al conto. A breve distanza è seguito un contatto telefonico da parte di soggetti che si sono qualificati come operatori bancari, ai quali si è poi aggiunta una seconda chiamata da parte di persone che si sono presentate come appartenenti alle forze dell’ordine.

Secondo quanto ricostruito, i truffatori avrebbero utilizzato la tecnica dello “spoofing”, che consente di far apparire sul display del telefono numeri riconducibili a istituzioni o enti ufficiali, rendendo la comunicazione più credibile. In questo contesto, il sacerdote sarebbe stato indotto a ritenere necessario un intervento urgente per mettere in sicurezza il proprio conto, arrivando a disporre un bonifico istantaneo.

La situazione ha avuto una svolta quando l’uomo, insospettito e in stato di agitazione, si è recato presso una caserma dei carabinieri di Vicenza per chiedere chiarimenti. I militari, compresa la natura della comunicazione, hanno avviato immediatamente le procedure per bloccare l’operazione.

Durante un ulteriore tentativo di contatto da parte dei truffatori, i carabinieri sono intervenuti direttamente nella conversazione, mentre veniva attivato il coordinamento con l’istituto di credito per fermare il trasferimento di denaro. L’operazione si è conclusa in pochi minuti con il blocco del bonifico e il recupero dell’intera somma, successivamente riaccreditata sul conto dell’ente.

L’episodio evidenzia modalità operative sempre più strutturate nell’ambito delle truffe finanziarie, che fanno leva su tecniche di ingegneria sociale e strumenti tecnologici per acquisire la fiducia delle vittime.

Le forze dell’ordine richiamano l’attenzione sull’importanza di adottare comportamenti prudenti in presenza di richieste di operazioni urgenti o comunicazioni sospette. Viene ribadito che né istituti bancari né appartenenti alle forze dell’ordine richiedono telefonicamente bonifici o dati sensibili. In caso di dubbi, l’indicazione è quella di interrompere il contatto e rivolgersi direttamente al Numero unico di emergenza 112 o alla propria filiale bancaria.

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