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NEGOZI CINESI

“Dovrebbero rispettare le norme”

Ceccato di Confesercenti: “Nessun allarme. Bisogna puntare su qualità e clientela specifica”

“Dovrebbero rispettare le norme”

Dal pentolame al tacco 12, ci puoi trovare di tutto. E' questo il mondo sconfinato, popolato da corsie che sembrano infinite, con cataloghi di articoli improbabili quanto utili, banali ma pur sempre carini e, in fondo, poco impegnativi per diventare un regalo senza troppe paranoie, specie se la persona non è tra le preferite. Insomma, in poche parole, la spesa che si può facilmente trovare in un qualsiasi negozio di gestione cinese. La questione, tuttavia, appare molto più complessa, quasi come la varietà di scelta offerta proprio nei numerosi punti vendita dei cittadini immigrati dal Paese della Grande Muraglia. E il caso si riaccende anche a seguito della brevissima apertura di un nuovo emporio in via della Cooperazione nella cosiddetta “area 13”, “Ho market”, chiuso solo dopo poche ore di attività degli agenti della polizia locale. La motivazione delle serrande abbassate, è il caso di dire, anticipata, si deve ai controlli incrociati dei vigili che, prendendo le misure dello stabile (3000 mq dichiarati) hanno riscontrato la mancanza delle autorizzazioni necessarie per aprire un esercizio su un suolo maggiore di 1500 mq.

“Sarebbe bello che queste attività commerciali si comportassero in maniera onesta nei confronti degli altri colleghi imprenditori del settore, specie nel pagare e rispettare regolarmente tutti gli oneri sanciti dalla legge e dalle normative vigenti” commenta Stefano Pattaro, presidente di Confcommercio Rovigo, aggiungendo: “Le statistiche purtroppo rivelano che spesso molti di questi esercizi cambiano ragione sociale ogni 2-3 anni per eludere o evadere dai costi. Auspichiamo che tutte le forze dell'ordine, e i vari ispettorati, continuino i controlli”. La comparsa di esercizi del genere, intensificata in passato ma presente anche ora, secondo Vittorio Ceccato, vice vicario Confesercenti per l’area rodigina, non desta gridi d'allarme. “Questi negozi, che spesso sono impostati su pochissime relazioni e su una qualità non alta dei prodotti in vendita, si rivolgono in pratica a un settore di nicchia che sposa una certa fetta di mercato” aggiunge, segnalando: “Questo tuttavia ci fa capire come sia sempre più importante per il commercio di vicinato, il fatto di specializzarsi e profilarsi su un prodotto di qualità o su di una clientela precisa. Il nostro commercio deve, in pratica, posizionarsi su un settore e non su clienti generici”.

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