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CULTURA

Profilo internazionale per il museo

L’ospite è stata accolta dagli inni nazionali. “Con Rovigo amicizia e collaborazione”

Profilo internazionale per il museo

L’ospite è stata accolta dagli inni nazionali. “Con Rovigo amicizia e collaborazione”

ROVIGO - Costantin Brancusi, il noto artista rumeno, lo diceva: “Non so né cubista né surrealista, vengo da qualcosa di antico”. E non c’era cornice migliore del museo dei Grandi fiumi, nel venticinquennale di attività, celebrato con iniziative e aperture straordinarie nel fine settimana trascorso, per accogliere la visita del console generale di Romania, Adina Lovin, della sede consolare di Trieste (che coordina Friuli e Veneto). Un legame fra terre antiche, dal sapore di radici non tanto diverse ma che hanno saputo intrecciarsi ieri nel segno di una cultura che fa da tramite, ponte, mezzo di reciproco dialogo, amicizia e scoperta. Giunta in prima mattinata, è stata accolta nei chiostri voltati di quello che fu l’antico monastero olivetano di San Bortolo, da parte della vice presidente della Fondazione Rovigo Cultura, Monica Pedriali, dal neo nominato questore Antonino De Santis, dal viceprefetto aggiunto Antonino Cutroneo, in rappresentanza del prefetto, dall’assessore comunale Michele Aretusini, e da don Andrea Varliero, parroco di San Bortolo.

Il momento solenne, organizzato e proposto dalla Fondazione, anche in occasione del recente anno culturale italo-rumeno, ha proposto all’ospite una serie di brani musicati dal pianista Paolo Lazzarini col coro diretto dal maestro Francesco Toso, docente e consigliere Rovigo Cultura. Dopo i rispettivi inni nazionali, la parola ai saluti istituzionali moderati da Denis Baldin. Tra il suono delle campane della vicina parrocchia, ai doni presentati per il momento all’aperto, tanto è stato l’apprezzamento del console: “Sono onorata di questa accoglienza commovente. In questa città, nella quale sono già stata mesi fa per visitare il sindaco Valeria Cittadin e la comunità, vive e opera una grande rappresentanza della popolazione rumena. Da parte nostra il pieno sostegno per una collaborazione viva e reciproca anche nel solco di questo anno culturale che riunisce, accomuna, mette sempre più in relazione le nostre grandi radici”. Accanto al momento musicale, poi, la visita alle collezioni del museo illustrate dalla conservatrice, Chiara Vallini, con un particolare focus sul cosiddetto piatto di Xanto Avelli. Con un breve momento conviviale, il console si è poi congedato per proseguire la visita ufficiale alla parrocchia ortodossa di viale delle Industrie.

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