VOCE
rovigo
21.04.2026 - 11:56
“Una narrazione ambigua, lacunosa, a tratti non veritiera, che costituisce una grave mancanza di rispetto verso la città e verso le forze dell’ordine intervenute per risolvere una emergenza alla quale la polizia penitenziaria da sola non riusciva a rispondere, visti i numeri. Una narrazione, inoltre, maturata in un preteso incontro con i sindacati, dal quale è tuttavia stato escluso uno dei sindacati più rappresentativi della polizia penitenziaria, guardacaso quello maggiormente critico verso la situazione del carcere minorile di Rovigo, ossia Fp - Cgil”.
E’ il giudizio dell’onorevole Nadia Romeo, rodigina, deputata del Pd. “Leggo che il capo del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità afferma che, in fin dei conti, al minorile non è successo nulla di grave – prosegue Romeo – Bene. Allora venga in città, di fronte a tutti e non solo a chi si è scelto lui come interlocutore, e ci racconti come mai le strade del centro sono state chiuse, durante una ‘semplice insubordinazione’. Ci spieghi come mai tutti gli effettivi disponibili di polizia e carabinieri – alcuni richiamati direttamente da casa - sono stati dislocati a presidiare i possibili punti di fuga dal carcere minorile. Ci spieghi come mai, per almeno due volte, tutti i poliziotti e i carabinieri si sono dovuti precipitare verso due punti, distinti, del perimetro del carcere, per gli allarmi su possibili tentativi di fuga che giungevano dal personale. Questo è quello che è successo”.
“Ci spieghi, ancora – prosegue Romeo – per quale motivo sono stati chiesti rinforzi alla casa circondariale per adulti di Rovigo, dalla quale sono stati fatti affluire anche quei dispositivi individuali anti sommossa che, evidentemente, all’interno del minorile, mancavano. Questi sono fatti, avvenuti di fronte a numerosi testimoni, increduli, udendo gli allarmi che la stessa polizia penitenziaria lanciava dall’interno e vedendo poliziotti e carabinieri spostarsi di continuo per le vie Mazzini, Verdi, Mure Soccorso”.
“Tutto questo è normale? Tutto questo è ciò che dobbiamo abituarci a vedere a Rovigo, ogni volta che, al minorile, si verificherà una ‘semplice insubordinazione’? E ricordiamoci che, quando il minorile era a Treviso, di ‘semplici insubordinazioni’ ce ne sono state tante. Se è così, se dobbiamo abituarci a questa situazione, torni pure il capo del dipartimento, a spiegarlo ai Rodigini, ma questa volta facciamo un bell’incontro a cui ci siano tutti, non solo coloro che sono graditi a lui o ai suoi referenti. Che venga, in città, a spiegare che ogni protesta ‘senza alcun tentativo di fuga’ comporterà la chiusura delle strade, la presenza di polizia e carabinieri in assetto anti sommossa. E vediamo come queste dichiarazioni saranno accolte”.
“La verità – chiude Romeo – è che quanto successo è grave, che il minorile è stato aperto mentre è ancora un cantiere, che la dotazione del personale non è adeguata, che mancano i presidi sanitari, che le criticità sono numerose e che un centro urbano è assolutamente inadatto a una struttura di questo tipo. Tutto questo è al centro di una interrogazione che ho già presentato al ministro, alla quale ne seguirà una per chiedere chiarezza sul fatto che Fp – Cgil, sigla sindacale regolarmente costituita, riconosciuta e rappresentata, anche all’interno del carcere minorile, sia stata esclusa dall’incontro col capo del dipartimento. Che, lo ricordo, ricopre un ruolo istituzionale, non politico, e, quindi, dovrebbe mantenersi al di sopra ed estraneo alla propaganda politica. Nel frattempo attendo la risposta del ministro Nordio”.
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