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GUERRA MEDIO-ORIENTE

Hormuz, cresce l’allarme sui mercati globali

Meloni: instabilità internazionale e rischio crisi alimentare

Hormuz, cresce l’allarme sui mercati globali

Nel pieno di una fase geopolitica estremamente fluida, lo Stretto di Hormuz torna al centro delle preoccupazioni internazionali. L’ipotesi di una nuova chiusura dell’area da parte dell’Iran, evocata nelle ultime ore, alimenta timori su possibili ripercussioni a catena su energia, logistica e sicurezza alimentare.

A Roma, intervenendo all’assemblea nazionale di Federalberghi al Salone delle Fontane all’Eur, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha richiamato la necessità di fare i conti con una congiuntura definita tra le più complesse degli ultimi anni, sottolineando come il quadro internazionale continui a mutare con rapidità e senza segnali di stabilizzazione.

La premier ha evidenziato il rischio che la tensione nello Stretto di Hormuz possa tradursi in una crisi più ampia, capace di coinvolgere non solo i mercati energetici ma anche le filiere alimentari, attraverso l’impatto su petrolio, gas e fertilizzanti. Un effetto domino che, nelle sue parole, non può essere escluso in uno scenario segnato da conflitti aperti e fragilità dei collegamenti globali.

Nel corso dell’intervento, Meloni ha ribadito il lavoro del governo sul fronte degli approvvigionamenti energetici, ricordando le missioni in Algeria e nei Paesi del Golfo e annunciando un prossimo viaggio in Azerbaijan, inserito nella strategia di diversificazione delle forniture. Parallelamente, ha richiamato le misure interne, dal decreto bollette agli interventi europei per la sospensione del sistema ETS, come strumenti per sostenere la competitività delle imprese.

Dal palco è arrivato anche un riferimento al settore turistico, con segnali contrastanti tra la tenuta complessiva del comparto e un rallentamento delle prenotazioni provenienti dal mercato statunitense, condizionato dalla percezione di instabilità internazionale e dall’incertezza sui collegamenti.

A delineare il contesto è stato anche il presidente di Federalberghi, che ha richiamato l’impatto dei conflitti in Ucraina e Medio Oriente sui flussi turistici, mentre dal Campidoglio è arrivata una valutazione prudente: nessuna criticità immediata per Roma, ma un monitoraggio costante dello scenario globale.

La presidente del Consiglio ha infine insistito sul concetto di instabilità internazionale come nuova condizione strutturale, invitando a considerare la capacità del sistema Paese di reagire nelle fasi più complesse. 

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