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“Non fare allarmismi infondati”

Sangermano: “Lavoriamo a sicurezza e rieducazione”. Cgil critica: “Noi non invitati”

“Non fare allarmismi infondati”

No ad allarmismi infondati. Lavoriamo su sicurezza e rieducazione”. I vertici dell’amministrazione della giustizia minorile incontrano i sindacati al carcere per minori di Rovigo. Un vertice organizzato ieri mattina, a una settimana dei disordini avvenuti all’interno dell’Ipm rodigino. Il capo dipartimento ha ribadito che non c’era stato alcun tentativo di evasione, come invece riferito da persone che avevano assistito da vicino alle fasi concitate di sabato 11 aprile, ha poi rivolto l’appello a non fare allarmismi infondati.

Si è tenuto ieri mattina, all’Istituto per i minorenni di Rovigo, l’incontro fra il capo del dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, Antonio Sangermano, e i sindacati delle sigle rappresentative della polizia penitenziaria.

In una nota del ministero della giustizia si specifica che “L’incontro è stato costruttivo e improntato al massimo e reciproco rispetto”. Il capo del Dgmc ha fatto una “analitica introduzione, confutando le notizie fuorvianti apparse nei giorni scorsi e ribadendo che, lo scorso 11 aprile non vi è stata alcuna rivolta all’Ipm di Rovigo né tantomeno tentativo di evasione, ma atti di insubordinazione compiuti da 5 detenuti”. “Il dipartimento - continua la nota - ha provveduto ad allontanarli prontamente verso altri istituti e l’ordine è stato pacificamente ristabilito dal personale dell’Ipm”. Altri aspetti sui quali si è sviluppato l’incontro, hanno “riguardato la sanità e le attività trattamentali, considerate operative ed efficienti, e il personale di polizia penitenziaria attuale, ritenuto assolutamente adeguato al numero dei detenuti (17 unità)”. L’amministrazione ha inoltre garantito che sono in corso “le procedure di pagamento delle missioni del personale”.

Il presidente Sangermano ha infine evidenziato che l’istituzione dell’Ipm di Rovigo risale al 2016, “scelta assunta quindi da un diverso Governo, e che l’attuale amministrazione si è incaricata di portare a compimento i lavori, di fatto sbloccandoli, e mettendo così a frutto i 17 milioni di euro stanziati per la ristrutturazione”.

E ancora: “Non è creando infondati allarmismi che si rende un buon servizio alla comunità, ma piuttosto lavorando per coniugare al meglio sicurezza e rieducazione dei detenuti” ha dichiarato il capo del dipartimento della giustizia minorile e di comunità.

All’incontro anche marco gallo, dell’Uspp: “Incontro positivo. Abbiamo segnalato che occorre perfezionare alcuni aspetti organizzativi, come è normale che sia in una struttura nuova. Attualmente ci sono 38 agenti e 17 detenuti. L’obiettivo è che le condizioni di lavoro e di permanenza siano assicurate”.

Critica la Cgil di Rovigo con Gianpietro Pegoraro che dice: “All’incontro non siamo stati invitati, come se nel carcere lavorassero solo agenti della penitenziaria e non addetti alle altre funzioni strumentali”.

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